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Le Terre del Vermentino. Storia Cultura Gastronomia

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INTRODUZIONE

"Parlare delle terre che ospitano le viti di Vermentino è estremamente interessante e curioso, poiché si nota subito che, nonostante le distanze chilometriche e le miglia marine, numerose sono le similitudini tra questi territori ed il Vermentino è una sorta di filo conduttore che li lega.

Ci stiamo riferendo al comune di Castelnuovo Magra e alla provincia di La Spezia , alla provincia di Lucca, all’Alta Corsica, alla Sardegna, al comune di Castagneto Carducci e alla provincia di Livorno. Terre che nell’immaginario collettivo possono sembrare diverse, ma se si leggono con un occhio attento e curioso svelano molte caratteristiche comuni. Zone abitate da persone schiette e sincere, ancora profondamente legate alla terra ed alle tradizioni che si tramandano di generazione in generazione; infatti il punto fermo di queste aree è costituito dal buon cibo e dal buon vino. Ma non solo, queste terre sono pressoché tutte affacciate sul Tirreno, un mare che mitiga e modella le coste e le colline creando paesaggi floridi di boschi di castagni e distese di olivi. Non a caso, subito dopo la produzione vitivinicola, segue quella dell’olio extravergine d’oliva. Molto importante è anche quella di castagne, che in passato costituivano l’economia principale per le popolazioni residenti, ancora oggi prodotto d’eccellenza esportato in tutto il mondo: famosa è la farina di castagne della Lunigiana, dalla quale si produce il gustoso “castagnaccio” e addirittura la celebre birra di castagne “Pietra” inventata in Corsica, mentre il nome del borgo carducciano parla da sé.

E’ stato per noi un onore ricevere l’incarico di valorizzare la storia delle tradizioni contadine di questi luoghi, i legami tra vino, cultura e gastronomia, il tutto unito dai versi di noti poeti e letterati che qui hanno vissuto ed amato, immortalando con le loro opere scorci di natura selvaggia, borghi incantati ed un mare ispiratore di viaggi profondi dell’anima."

 In allegato la brochure completa "LE TERRE DEL VERMENTINO - STORIA CULTURA GASTRONOMIA", uno studio sulle tradizioni dei territori del Vermentino realizzato dal Comune di Castagneto Carducci, scaricabile sia in lingua italiana che in lingua francese. Non ci resta che augurarvi, buona lettura!

E continuate a scorrere, troverete ad aspettarvi una galleria immagini che vi farà respirare l'aria delle terre del Vermentino di Liguria, Toscana, Sardegna e Corsica. 

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2) Versilia

Sorprendente Versilia

La Versilia, terra famosa per i suoi marmi, il suo mare, le sue spiagge, la sua vita notturna, spesso sfugge al pubblico per le sue proposte enologiche. Il suo territorio - di piccola ampiezza, ma ricco per morfologia – si estende in pochi chilometri dal mare alle Alpi Apuane, costituendo un ambiente ben protetto ed esposto al sole ideale per la coltivazione di nobili vitigni e la produzione di vini dal gusto fresco e vitale.

Qualunque sia la sua storia, cosa certa è che il Vermentino a Bacca Bianca da sempre è coltivato in quest’area alla pendici delle Alpi Apuane. Per questo motivo può essere definito un vitigno indigeno per il territorio della Lunigiana, della Apuana e della Versilia. Cosa diversa è il Vermentino nero che è un vitigno certamente autoctono delle colline della fascia costiera dell’alta Toscana (Massa- Carrara, bassa Lunigiana e Versilia) le cui origini dovrebbero essere la risultanza di una mutazione del Vermentino bianco. Come per molti vitigni “secondari” quest’ultimo con il secondo dopoguerra ha rischiato l’estinzione, poi a partire dalla fine degli anni ’80, con l’aumentato interesse per la bio-diversità ampelografica è iniziata una lenta ma costante riscoperta. Oggi il Vermentino nero è proposto da molti viticoltori di Luni, Candia e Versilia sia in purezza che in uvaggio. La Versilia rappresenta il punto più meridionale della sua naturale espansione. E se da Luni il Vermentino nero porta in dote i profumi e l’armoniosità di un territorio più collinare, in Versilia si esalta per la freschezza che scaturisce dal connubio della sapidità marina e della mineralità territoriale.

1° Tappa

L’ itinerario suggerito per conoscere il vitigno Vermentino della Versilia inizia dalla frazione di Massaciuccoli nel comune di Massarosa e  arriva a toccare lo Strinato di Seravezza, passando per i comuni di Viareggio e Pietrasanta. Il percorso eno-gastronomico comincia dai vigneti del mare nella Tenuta Borbone, un tempo appartenuta alla nobile famiglia. Ci troviamo nell’area protetta dell’Ente Parco Naturale di S. Rossore, Migliarino e Massaciuccoli. Su questi terreni sabbiosi separati dal mare solamente dalla Pineta di Levante, maturano le viti dell’Azienda Agricola Marika Felli (zona di produzione: Tenuta Borbone, Ente Parco Naturale di San Rossore Migliarino e Massaciuccoli; sede, oliveto, vigna e punto vendita: Via dei Contadini, 13 – Viareggio, cell. +39 335/7178781; vigna e oliveto: Via delle Sezioni, loc. Campinaletto – Stiava, Massarosa).

Prodotti tipici locali

Pinoli biologici del Parco di S. Rossore, Migliarino e Massaciuccoli - Di colore bianco sporco, ha una forma oblunga ed è contenuto in un guscio ricoperto di polvere nera violacea. Proveniente dal pino domestico, una pianta tipica di tutti i paesi che si affacciano nel bacino del mediterraneo, era utilizzato già dai tempi dei romani in cucina ed in medicina. Il pinolo del Parco di S. Rossore, Migliarino e Massaciuccoli è certificato come prodotto biologico e la zona di produzione comprende tutta l’area del Parco di Migliarino S. Rossore che ricade tra le Province di Pisa e di Lucca. La raccolta delle pine viene fatta quando sono ancora chiuse, poi vengono lasciate al sole in attesa che si schiudano naturalmente. Dopo la separazione tra le pine ed i pinoli si provvede a ripulire, sgusciare e selezionare i pinoli che poi vengono essiccati. Il prodotto è disponibile tutto l’anno, una volta essiccato si presta bene alla conservazione. I pinoli si possono utilizzare utilizzare come guarnizione di molti dolci tipici locali, ad es. la torta coi becchi ed il castagnaccio.

Attrattive turistiche

Lago di Massaciuccoli - Il lago di Massaciuccoli e le aree palustri circostanti sono la zona umida di origine retrodunale più estesa della Toscana. La sua forma è più o meno circolare, con un perimetro di oltre 10 Km. La superficie del bacino ha subito una drastica riduzione negli ultimi secoli a causa delle continue bonifiche, avvenute soprattutto nel XX secolo. La nascita del piccolo borgo di Massaciuccoli risale all’epoca romana. Sono del I sec. d.c. le ville residenziali come quella dei Venulei - patrizi romani di Pisa - nel I sec d.c., con annessi complessi termali, come quello ancora oggi visibile a ridosso della chiesa, in posizione panoramica sul lago. L’altro centro importante, Torre del Lago, risale al XVIII sec., epoca delle prime importanti bonifiche. La località è resa famosa dal grande compositore lucchese Giacomo Puccini, che vi abitò a lungo in una villa oggi trasformata in museo. Ai margini del cratere palustre vero e proprio, nei canali e nel padule, prevale la vegetazione parzialmente o totalmente sommersa (idrofite) con presenza di piante alimentari per molti uccelli acquatici. L’acqua dei canali è tappezzata da piccole piante galleggianti e da “erba paperina”, rapidamente in moltiplicazione per via vegetativa. Purtroppo sempre più rare le ninfee. Maggiormente svincolate dall’ambiente liquido le elofite, quali le cannucce di palude, il falasco e la lisca che dominano i popolamenti di ripa e le zone torbose del palude . Peculiari di Massaciuccoli sono gli “aggallati o pollíni”, isole di torba galleggianti sostenute dagli intrecci dei rizomi delle cannucce. Sopra queste torbiere si sviluppano le sfagnete, così chiamate per l’eccezionale presenza di particolari muschi, tipici dei climi freddi e relitti dell’ultima glaciazione. Massaciuccoli è oggi l’unica stazione mediterranea a livello del mare dove sono presenti tali associazioni vegetali. Importante l’avifauna nidificante censita: almeno 70 coppie di Airone rosso nelle colonie della zona settentrionale del padule, oltre 10 coppie di falco di palude ed almeno 5 del rarissimo e mimetico Tarabuso dal verso inconfondibile.

2° Tappa

Dal mare l’itinerario prosegue lungo la Palatina, la prima linea delle colline versiliesi, con terra rossa e roccia calcarea affiorante. Caratterizzata da vegetazione di macchia mediterranea e boschi di lecci, la Palatina rappresenta il confine con la zona di produzione del Candia dei Colli Apuani. Qui nella frazione di Montignoso si trova l’Azienda Agricola  Il Feudo (Via Palatina, 47 – Montignoso, cell. +39 330/277154, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) e parte della area di produzione delle Cantine Basile (zona di produzione: Montignoso, Pietrasanta, Vallecchia; Vigna Antica Colombetta, Cantina Enoteca e punto vendita: Via Provinciale Vallecchia, 260 – Pietrasanta, tel. +39 0584/752118, cell. +39 339/7956270; Podere La Caloma – Montignoso, e.mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). Le Cantine Basile si estendono poi nella zona vinicola storicamente conosciuta come Terre del Capitanato di Pietrasanta, l’antica vigna della Colombetta con vegetazione di pineta e terreni fertili  esposti a Sud recuperata negli ultimi anni con nuovi impianti selezionati tra i vitigni locali e internazionali.

Più avanti nella zona di Strettoia e Monte di Ripa, nel comune di Seravezza, nasce l’Azienda Agricola Solatìo (Via della Resistenza, 933/e Monte di Ripa – Seravezza, cell. +39 328/4835744, e.mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). Ci troviamo nel cuore storico dei vigneti versiliesi, sulle ripide colline che discendono dal Monte Folgorito e che si azzerano nel fiume Versilia caratterizzate da terreni acidi e scuri, vegetazione di macchia mediterranea e pineta. Data la povertà del terreno, i livelli di maturazione migliori per le uve si ottengono nei versanti completamente esposti a sud-est e a sud-ovest. Le stesse tipicità si trovano anche nei terreni dello Strinato, località dove sia i vigneti che gli oliveti godono di una meravigliosa vista sul mare e del profumo dei bosco. Particolarmente soleggiati e baciati dalle brezze marine, ci consentono di ottenere un prodotto unico attraverso metodi naturali, che mantiene inalterate le tradizioni dei vecchi tempi. Qui è possibile degustare i vini dell’Azienda Agricola l’Altra Donna (zona di produzione: Montignoso, Strinato di Seravezza; locale di degustazione: Via Strinato, s.n. – Pietrasanta, cell. +39 331/9935728, e.mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

Prodotti tipici locali

Pecorino della Versilia – Prodotto con latte di razza massese, questo formaggio ha un sapore delicatissimo con profumo di prato, più piccante se stagionato. La stagionatura in genere non dura più di 20 giorni; per il prodotto da grattugiare si richiede fino ad un anno. Il pecorino della Versilia è prodotto nella fascia litoranea della Versilia e in parte nell’area dei Parchi di S. Rossore-Migliarino-Massaciuccoli e delle Alpi Apuane. Si consuma fresco o stagionato, abbinato tipicamente alle fave e alle pere. 

Olio di olive Quercetane – L’olio ottenuto dalle olive quercetane è monovarietale ed ha un leggero sapore di fruttato ed un colore verde giallo intenso; il gusto è leggermente piccante e pungente. La produzione si concentra nelle zone collinari e litoranee della Versilia, specialmente nei comuni di Seravezza, Pietrasanta e Montagnoso. L’olio quercetano si può trovare tutto l’anno a partire da novembre, anche se le scarse produzioni ne limitano la reperibilità sul mercato che si esaurisce nei primi mesi dell’anno.

Tizzone di Giustagnana - Questo insaccato proviene da un’antica tradizione che risale al 1800. È un salume che possiamo trovare in due tipologie: una di forma allungata del peso di circa 700 gr -1 kg, l’altra di forma più rotondeggiante del peso di 4-6 kg. Il colore esterno è piuttosto scuro per il contatto prolungato del prodotto con la cenere. Per avere carni asciutte in grado di meglio conservarsi senza coloranti ed addensanti, i maiali di razza Landrace sono sottoposti ad una dieta alimentare che ricorre per circa il 70% del fabbisogno ad alimenti di provenienza aziendale. Castagne, patate, mele, verdure, talvolta ghiande sono regolarmente somministrate e contribuiscono al raggiungimento di un elevato standard qualitativo. Le parti magre e grasse ,una volta assortite, vengono impastate manualmente con una miscela di aromi opportunamente dosati. Una volta insaccato, il salume viene messo ad asciugare in cantina da 2 a 3 mesi e successivamente si conserva sotto la cenere per un periodo variabile da 1 a 4 mesi. La cenere utilizzata deriva dalla combustione di legnami diversi quali olivo, castagno, scopa, con aggiunta di aghi di pino. Il passaggio in cenere, oltre ad aumentare la conservabilità del prodotto lo arricchisce di aromi e gli fa assumere un gusto molto particolare. 

Focaccia Seravezzina (o Schiacciata di Seravezza) – Un tempo prodotta da un unico forno nel centro storico del paese di Seravezza, oggi la producono più forni presenti in zona. La schiacciata di Seravezza è una focaccia salata, di forma rotonda, colore giallo scuro, diametro di circa 25-30 cm e spessore di 2-3 cm. L’impasto è ottenuto con farina di mais, farina di grano, lardo, aglio, rosmarino, lievito di birra o pasta acida, acqua di montagna, sale, olio d’oliva le cui dosi sono un segreto dei fornai produttori. E’ ottima tagliata a spicchi, consumata da sola o accompagnata con affettati, salumi, formaggi e salse. 

Miele dell’Alta Versilia – Tra i mieli prodotti nell’alta Versilia, in particolare nel Parco delle Alpi Apuane, ricordiamo il miele di castagno dalla consistenza piuttosto liquida, il colore ambrato ed il gusto forte e persistente; il miele di acacia dal colore bianco, il sapore dolce molto delicato, con un profumo molto persistente e fine; il miele di millefiori dal sapore dolciastro con un retrogusto amarognolo, le gradazioni di colore possono variare dal giallo al verdognolo al marrone-blu; il miele di melata di abete liquido con una colorazione prevalentemente scura tendente al nero, il suo sapore è balsamico, l’odore è leggermente resinato, non è pungente.

A fondo pagina una Gallery ritrae i prodotti tipici e alcune delle attrazioni turistiche sopra citate.

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1) Colline Lucchesi e Montecarlo

Viaggio nel cuore della Lucchesia

La città di Lucca è conosciuta per le sue innumerevoli chiese, i suoi palazzi medievali, la caratteristica piazza Anfiteatro e soprattutto per l’atmosfera che si respira camminando lungo gli stretti vicoli del centro storico. Ma non tutti sanno che Lucca è circondata da un meraviglioso paesaggio naturale fatto di dolci colline, antiche ville signorili, oliveti centenari, vigneti e piccole pievi di campagna con i loro graziosi campanili. Ricche di minerali, le colline che circondano la città di Lucca formano un anfiteatro naturale che protegge dai venti del Nord e garantisce un clima mite tutto l’anno, contribuendo a creare un vino dalla forte personalità, con alto contenuto di zuccheri e intensi bouquets ed un eccellente olio extra vergine d’oliva. Questa è la terra dove i vini D.O.C. delle Colline Lucchesi e di Montecarlo e l’Olio Extra Vergine d’Oliva D.O.P. di Lucca vengono prodotti.  La campagna lucchese è dunque un luogo ideale da esplorare, tra antichissime ville storiche, deliziose pievi romaniche, fattorie, frantoi e aziende vinicole.

Il primo degli itinerari suggeriti per conoscere il vitigno Vermentino della Provincia di Lucca costituisce solo un piccolo segmento della più ampia e ricca Strada del Vino e dell’Olio di Lucca, Montecarlo e Versila. Il percorso enologico inizia nell’area delle Colline Lucchesi fino a toccare il comune di Montecarlo, entrambe zone ben note per la loro ricca produzione di vini DOC sia rossi che bianchi.

1° Tappa

La prima tappa è a Monte S. Quirico, a pochi chilometri dalle Mura di Lucca in direzione mare dove si estende la proprietà della Fattoria Sardi & Giustiniani (Via della Mulina, 747 -  Monte S. Quirico 55100 Lucca, tel. +39 0583/341230, http://www.sardigiustiniani.com). Il clima fresco, ventilato, soleggiato ed i variegati suoli di origine sedimentaria di questa zona donano ai vini una vivacità e una complessità unica. L’itinerario prosegue sul versante di mezzogiorno, tra i paesi di Tofori e San Gennaro, dove si trova la Fattoria di Fubbiano (San Gennaro 55100 Lucca, tel. +39 0583/978011, http://www.fattoriadifubbiano.it). Qui l’impegno è duplice: da un lato l’integrazione delle colture preesistenti, diversificando i prodotti e promovendone la tipicità, dall’altro il recupero del tradizionale stile di vita rurale restaurando fedelmente le costruzioni originarie in modo che conservassero il loro singolare carattere architettonico. In queste cantine - tipico esempio di villa-fattoria lucchese – è possibile fare degustazioni guidate di pregiati vini lucchesi e dell’olio extra vergine d’oliva DOP di Lucca con assaggi di formaggi e salumi tipici del territorio.

Prodotti tipici locali

Vini DOC Colline Lucchesi – I vini delle Colline Lucchesi hanno una tradizione risalente all’epoca romana e al Medioevo. Le ottime condizioni climatiche delle colline lucchesi hanno da sempre garantito alla vite un ambiente iodoneo per il suo naturale sviluppo. Il vino rosso ha un colore rosso rubino, un profumo fruttato lievemente erbaceo ed un sapore asciutto morbido e ha una gradazione minima di 11° o 11,5° a seconda della tipologia. La composizione varietale è la seguente: Sangiovese, Canaiolo e/o Ciliegino, Merlot; possono concorrere alla produzione altri vitigni a bacca rossa , presenti in ambito aziendale, raccomandati e/o autorizzati  per la provincia di Lucca. Il vino bianco ha un colore bianco paglierino o giallo tenue, un odore delicato gradevole ed un sapore asciutto armonico con una gradazione minima di 10,5° o 11° a seconda della tipologia, la composizione varietale è la seguente; trebbiano toscano, Greco, Grechetto, Vermentino bianco, Malvasia del Chianti da soli o congiuntamente Chardonnay e/o Sauvignon; possono concorrere alla produzione altri vitigni a bacca bianca , presenti in ambito aziendale, raccomandati e/o autorizzati  per la provincia di Lucca. Il vino rosso è stato riconosciuto come DOC nel 1968 e il vino bianco nel 1985. Il Rosso si abbina bene a zuppe di verdure particolarmente saporite, paste all’uovo con sughi di carne, grigliate di carne e pollame. Il Bianco si abbina preferibilmente con carni bianche e pesce. La zona di produzione comprende la fascia di media collina che circonda ad anfiteatro Lucca e ne incornicia la piana, da nord a est, interessando principalmente i comuni di Lucca, Capannori e Porcari.

Olio extravergine di oliva DOP Lucca – Lo sviluppo agricolo lucchese sia in senso produttivo che commerciale è legato a quello dell’olivicoltura. La provincia di Lucca, già in età antica era ricca di oliveti e la coltura dell’olio è cresciuta di importanza fino ai tempi nostri. Di recente l’olio di Lucca ha avuto il riconoscimento Europeo della Denominazione di Origine Controllata (DOP). Secondo il disciplinare di produzione l’olio deve avere le seguenti caratteristiche: colore giallo, con toni di verde più o meno intensi, odore fruttato, sapore dolce con sensazione piccante, acidità non superiore a 0,5%. L’olio deve essere ottenuto dalle seguenti varietà fino al 90% di Frantoio, fino al 30% di Leccino e fino al 15% di altre. 

Fagioli - Venti tipi diversi di fagioli si coltivano ancora oggi in lucchesia. Una varietà di sapori che ingentiliscono o rafforzano i piatti tipici locali. Il profondo radicamento di questa coltivazione nel territorio lucchese è testimoniato dai numerosi piatti della cucina locale che li utilizzano, dalle zuppe e minestre ai secondi fino all'abbinamento come contorno a carne, pesce e ortaggi. Ingrediente base di molti primi piatti, il sempre maggior apprezzamento per questo legume ha fatto evolvere la proposta enogastronomia locale con proposte originali in cui i fagioli, cannellino di san Ginese, rosso di Lucca, malato, pavone, mascherino, scritto, aquila, lupinaio…sono protagonisti dall’antipasto al dolce.

Torta di erbi - Il dolce della tradizione delle campagne lucchesi, legato al nome di Santa Zita, si trova comunemente nei forni di campagna e di città e sulle tavole della domenica. E’ un dolce particolare in cui una base di pasta frolla accoglie un impasto fatto di erbi di campo, bietole, formaggio e pane. Ha la caratteristica di presentare sul bordo i “becchi”, elementi triangolari di colore ambrato ottenuti con il taglio e ripiegamento della pasta sul bordo stesso. È unico il suo sapore tra dolce e salato, in quanto gli ingredienti tipici dei dolci vengono mescolati con le verdure. Come tutte le tradizioni tramandate oralmente, si presenta in tantissime varietà e nasce grazie alla conoscenza ed all’uso esperto delle tante erbe che nascono spontanee in tutta la lucchesia. Ottima come dessert accompagnata con vino liquoroso.

Manifestazioni enogastronomiche - Sono numerose, specialmente in estate le occasioni di ritrovo per assaggiare specialità locali. I famosi tordelli, le olive in salamoia, le zuppe di verdura e di fagioli e in autunno le feste dell’olio e del vino. Aprono la stagione, l’Anteprima Grandi Cru della costa Toscana (www.anteprimavini.com) e Via Vinaria (www.viavinaria.it) in maggio con la visita alle cantine e al borgo e in settembre, attesissima la festa del vino di Montecarlo (www.comune.montecarlo.lu.it) con tante occasioni di incontrare i produttori e provare abbinamenti classici e non nelle iniziative enogastronomiche, degustazioni e cooking show che accompagnano le giornate. 

Attrattive turistiche - Le ville Lucchesi

Tour delle Ville Lucchesi - Le colline lucchesi sono note per i bei paesaggi, sempre mutevoli, dove gli edifici delle piccole chiese medievali si alternano ai grandi fabbricati delle ville fattoria, testimonianza del passato nobile di queste campagne disegnate dagli impianti di olivi e viti. Sono visitabili, lungo il percorso, la Villa Reale di Marlia, che fu residenza di Elisa Baciocchi, le villa Oliva e Grabau, la barocca villa Torrigiani con il bel parco dal disegno elegante e la villa Mansi. Il susseguirsi dei muri di cinta dei parchi di queste ville monumentali, attorniate dalle sistemazioni a terrazze delle campagne, alternate a piccoli boschi residui di querce, sono un paesaggio particolarmente ricercato, riposante e tipico della Toscana. (www.villeepalazzilucchesi.it) 

2° Tappa

La seconda tappa del percorso porta al Comune di Montecarlo, piccolo borgo medievale con la “Bandiera Arancione” del Touring Club Italiano dove è possibile visitare piccoli tesori storico-artistici e degustare vini e prodotti tipici locali. Tra le aziende produttrici di Vermentino, si ricorda la Fattoria La Torre (Via Montecarlo, 7 – 55015 Montecarlo, tel. +39 0583/ 22981 http://www.fattorialatorre.it). La sua storica cantina, la cui produzione vinicola è documentata negli archivi enologici sin dal 1887, è stata ricostruita nei vecchi locali, completamente rinnovata grazie all’introduzione delle più sofisticate attrezzature per la vinificazione. A sud-ovest di Montecarlo, nell’area di Cercatoia, è visitabile anche la Tenuta del Buonamico (Via Provinciale per Montecarlo, 43 – 55015 Montecarlo, tel. +39 0583/22038, http://www.buonamico.it). L’azienda è stata fondata agli inizi degli anni ‘60 da famosi ristoratori torinesi allo scopo di fornire i loro locali con i vini di Montecarlo. Oggi la Tenuta, di proprietà della famiglia Fontana, è stata ampliata, sia come terreni vitati che come cantina. Più avanti, in uno scenario tipicamente toscano, circondata da pini e cipressi, sorge la Fattoria del Teso (55015 Montecarlo, tel. +39 0583/286288, http://www.fattoriadelteso.it). L’edificio principale della Fattoria, originalissimo con i suoi tetti, controtetti e l’orologio con campana che scandisce i ritmi delle ore, ospita la cantina di conservazione nel piano interrato; gli uffici, il magazzino, i locali di refrigerazione e imbottigliamento, al piano terra; i cannicci per l’appassimento uve al primo piano e i caratelli per l’invecchiamento del vinsanto al secondo piano e nel sottotetto. Di fronte a questa struttura troviamo i locali di vinificazione costituiti da vasche in cemento vetrificato e serbatoi in acciaio inox.

Prodotti tipici locali

Vini DOC Montecarlo – Il vino di Montecarlo ha una tradizione che si collega all’epoca romana. Il paese di Montecarlo deve la sua fama al vino che da secoli viene prodotto in questa zona e la sua zona è corsa parallela a quella dei suoi vigneti e l’esistenza di una strada denominata “Via Vinaria” – un tempo importante arteria per il commercio del vino tra Lucca e Firenze – né da testimonianza. La produzione di vino bianco di Montecarlo vanta uno dei primi riconoscimenti fra le denominazioni d’origine controllata italiane, risalendo all’anno 1969. La composizione varietale è la seguente: Trebbiano toscano, Semillon, Pinot grigio, Pinot bianco, Sauvignon, Roussanne e Fermentino, con almeno tre vitigni, tra questi ultimi, presenti nella proporzione del 10%. Le caratteristiche organolettiche sono: colore bianco paglierino o giallo oro chiaro, odore delicato, sapore asciutto delicato armonico, gradazione alcolica minima complessiva 11,5%. Il riconoscimento del vino DOC Montecarlo rosso è avvenuto in tempi successivi e precisamente nell’anno 1985. La composizione varietale è la seguente: Sangiovese, Canaiolo, Ciliegiolo, Colorino, Malvasia nero, Sirah, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot, da soli o congiuntamente; possono concorrere altre uve bianche fino al 20%. Le caratteristiche organolettiche del Montecarlo rosso sono: colore rosso rubino tendente al granato con l’invecchiamento; odore vinoso intenso etereo nei vini invecchiati, sapore asciutto vellutato con l’invecchiamento, gradazione alcolica complessiva 11,5°. Il vino bianco si abbina ad antipasti di mare, minestre e piatti di pesce, formaggi teneri non piccanti, carni bianche. Il rosso accompagna le carni rosse e le zuppe di verdure particolarmente saporite. La zona di produzione comprende tutto il territorio collinare del Comune di Montecarlo e parte di quello dei Comuni di Capannori, Altopascio e Porcari.

Pane di Altopascio - Altopascio è per tradizione un paese di fornai. Già nel Medioevo infatti si produceva il pane per nutrire i pellegrini di passaggio sulla via Francigena e diretti nei luoghi santi della cristianità. Il pane di Altopascio si è guadagnato la sua notorietà grazie alla qualità delle materie prime utilizzate, alla manualità del processo produttivo, al sapore particolare e alla sua fragranza. Le farine utilizzate nella produzione artigianale sono di origine prevalentemente toscana. La particolarità che lo distingue è la mancanza di sale. I pani prodotti hanno forma quadrangolare (bozza) o allungata (filone), una consistenza morbida all’interno e una crosta croccante di colore chiaro e dorato. Le pezzature vanno da 500 grammi a 2 kg. Ottimo pane da mensa, si accompagna bene soprattutto con i salumi, è un ottimo ingrediente per la preparazione di bruschette, zuppe e panzanelle. Il prodotto è tutelato dal Marchio Collettivo del Pane di Altopascio (www.retedelgusto.it).

Attrattive turistiche

Montecarlo - Montecarlo deve il suo nome al re Carlo IV di Boemia, dopo la cacciata dei fiorentini. Oggi il borgo insignito con “La Bandiera Arancione” è uno dei più belli della lucchesia, famoso non solo per la sua storia e per il castello ben conservatosi, ma anche per la pregevole produzione di vini che da sempre caratterizza l’area.Il castello del Cerruglio, sprone tra la piana di Lucca e la Valdinievole è la testa di un piccolo borgo accogliente dal quale si gode uno splendido panorama sulla pianura di Lucca e su tutto l’arco collinare che la circonda.

Quercia del Carrara - Ai piedi del borgo di Montecarlo si stendono vigneti ordinati e olivi, ma sulla collina insiste il bosco originari di querce, sughere e alloro. Proprio qui si trova uno degli alberi monumentali della Toscana: una grande quercia (farnia/rovere) centenaria la cui ampia e bassa chioma ha sollecitato la fantasia di molti che l’hanno additata come ritrovo per le streghe e non ultimo di quel Lorenzini che, nelle avventure di Pinocchio, vi ambientò l’episodio degli assassini. Una passeggiata nel bosco, poco distante dalla fortezza di Montecarlo, vale la pena per far visita a questo grande albero e vivere l’emozione che sempre suscita.

A fondo pagina una Gallery ritrae i prodotti tipici e alcune delle attrazioni turistiche sopra citate.

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Provincia di Lucca

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Provincia di Lucca

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Palazzo Ducale - Piazza Napoleone, 55100 Lucca (LU)

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Altri Link

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I produttori di vino Vermentino

Colline Lucchesi

Fattoria Sardi, Via della Maulina 747 - 55100 Monte San Quirico  (LU), Tel. +39 0583 341230, http://www.sardigiustiniani.com/, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Fattoria di Fubbiano, Via Tofori – 55100, San Gennaro (LU), Tel. +39 0583 978011, http://www.fattoriadifubbiano.it/, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Montecarlo

Fattoria La Torre, Via Montecarlo 7 55015 Montecarlo (LU), Tel. +39 0583 22981, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., http://www.fattorialatorre.it/

Tenuta del Buonamico, Via Provinciale di Montecarlo 43 – 55015 Montecarlo (LU), Tel. +39 0583 22038,  http://www.buonamico.it/

Fattoria del Teso, Via della Poltroniera – 55100 Montecarlo (LU), Tel. +39 0583 286288, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., http://www.fattoriadelteso.it/

Versilia

Azienda Agricola Marika Felli, Via Sant’Antonio Pucci 184 – 55049 Viareggio (LU), Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Cantine Basile, Via Provinciale di Vallecchia 260 – 55045 Pietrasanta (LU), +39 0584 752118, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., http://www.cantinebasile.com

Azienda Agricola L’Altra Donna, Via Strinato – Strettoia (LU), Tel. +39 331 993 5728, http://laltradonna.it/sito

Azienda Agricola Solatio, Via della Resistenza 993e - 55040 Seravezza (LU), Tel. + 39 0584 651049, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Azienda Agricola Il Feudo, Via Palatina 47 - Montignoso, Cell. +39 330 277154, Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

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Nel cuore della Toscana

Il territorio rurale della Strada del Vino e dell’Olio di Lucca, Montecarlo e Versilia*, in Provincia di Lucca, è unico in Toscana per l’avvolgente e penetrante bellezza dei suoi paesaggi naturali, ricchi di luce e colori.    
Dalle bianche cime di marmo delle Alpi Apuane, che incorniciano il blu della marina versiliese da Forte dei Marmi a Viareggio, lo sguardo passa, senza soluzioni di continuità, attraverso i centri storici di Seravezza, Pietrasanta, Camaiore e Massarosa per arrivare lungo dolci e luminose colline a Lucca capoluogo, città ricca di storia ed arte, per poi proseguire per soleggiati pendii alla scoperta delle ville storiche nel comune di Capannori, di Montecarlo con la sua fortezza e terminando ad Altopascio, la città del pane e dei Cavalieri del Tau.    
Questa terra, la Lucchesia, che racchiude una così spettacolare varietà di ambienti naturali - mare, monti, valli, colline - e centri storici, vivi custodi di una cultura millenaria, ha alimentato per secoli la civiltà rurale locale. Una antica agricoltura, che nella coltivazione della terra, della vite e dell’olivo, nella pratica della pesca, ha prodotto saperi e sapori strettamente legati alle più vive tradizioni lucchesi.

Il visitatore, percorrendo la Strada del Vino e dell’Olio, può vivere e gustare un “paniere” di tipicità lucchesi che, passano dai pregiati vini D.O.C. di Montecarlo e delle Colline Lucchesi alla leggerezza dell’olio extravergine di oliva D.O.P. di Lucca, dai fragranti pani dei maestri fornai di Altopascio alle produzioni artigianali di alta norcineria di Gombitelli e dei casari di montagna, ai raffinati piatti a base di pesce della Versilia con i mille colori delle qualificate produzioni ortofrutticole e floricole.    

Un invito a camminare per le vie della Strada del Vino e dell’Olio di Lucca, Montecarlo e Versilia per conoscere prodotti di alta qualità, apprezzare l’ospitalità di hotels, agriturismi, ristoranti e ville, visitare città d’arte e borghi storici, ed estasiarsi la sera, sulla riviera della Versilia, nella luce dorata di un magico tramonto sul mar Tirreno, accompagnati dalle arie appassionate di Giacomo Puccini. Lucca, terra di Toscana, dove il tempo ancora non corre. Un vivo presente... radicato in un solido passato.

*Testo tratto dal sito web della Strada del Vino e dell’Olio di Lucca, Montecarlo e Versilia.

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Vertourmer 2.0

La seconda edizione del progetto di cooperazione territoriale transfrontaliera Ver.Tour.Mer, finanziato dal P.O Italia-Francia Marittimo 2007-2013 della Comunità Europea, si caratterizza per la forte componente di innovazione tecnologica, volta ad allargare l'orizzonte del marketing territoriale attraverso l'utilizzo di tecnologie informatiche innovative che valorizzino la produzione delle eccellenze dei territori, non solo vitivinicole ma anche eno-gastronomiche.

        

        

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