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Itinerario 2 - Versilia

2) Versilia

Sorprendente Versilia

La Versilia, terra famosa per i suoi marmi, il suo mare, le sue spiagge, la sua vita notturna, spesso sfugge al pubblico per le sue proposte enologiche. Il suo territorio - di piccola ampiezza, ma ricco per morfologia – si estende in pochi chilometri dal mare alle Alpi Apuane, costituendo un ambiente ben protetto ed esposto al sole ideale per la coltivazione di nobili vitigni e la produzione di vini dal gusto fresco e vitale.

Qualunque sia la sua storia, cosa certa è che il Vermentino a Bacca Bianca da sempre è coltivato in quest’area alla pendici delle Alpi Apuane. Per questo motivo può essere definito un vitigno indigeno per il territorio della Lunigiana, della Apuana e della Versilia. Cosa diversa è il Vermentino nero che è un vitigno certamente autoctono delle colline della fascia costiera dell’alta Toscana (Massa- Carrara, bassa Lunigiana e Versilia) le cui origini dovrebbero essere la risultanza di una mutazione del Vermentino bianco. Come per molti vitigni “secondari” quest’ultimo con il secondo dopoguerra ha rischiato l’estinzione, poi a partire dalla fine degli anni ’80, con l’aumentato interesse per la bio-diversità ampelografica è iniziata una lenta ma costante riscoperta. Oggi il Vermentino nero è proposto da molti viticoltori di Luni, Candia e Versilia sia in purezza che in uvaggio. La Versilia rappresenta il punto più meridionale della sua naturale espansione. E se da Luni il Vermentino nero porta in dote i profumi e l’armoniosità di un territorio più collinare, in Versilia si esalta per la freschezza che scaturisce dal connubio della sapidità marina e della mineralità territoriale.

1° Tappa

L’ itinerario suggerito per conoscere il vitigno Vermentino della Versilia inizia dalla frazione di Massaciuccoli nel comune di Massarosa e  arriva a toccare lo Strinato di Seravezza, passando per i comuni di Viareggio e Pietrasanta. Il percorso eno-gastronomico comincia dai vigneti del mare nella Tenuta Borbone, un tempo appartenuta alla nobile famiglia. Ci troviamo nell’area protetta dell’Ente Parco Naturale di S. Rossore, Migliarino e Massaciuccoli. Su questi terreni sabbiosi separati dal mare solamente dalla Pineta di Levante, maturano le viti dell’Azienda Agricola Marika Felli (zona di produzione: Tenuta Borbone, Ente Parco Naturale di San Rossore Migliarino e Massaciuccoli; sede, oliveto, vigna e punto vendita: Via dei Contadini, 13 – Viareggio, cell. +39 335/7178781; vigna e oliveto: Via delle Sezioni, loc. Campinaletto – Stiava, Massarosa).

Prodotti tipici locali

Pinoli biologici del Parco di S. Rossore, Migliarino e Massaciuccoli - Di colore bianco sporco, ha una forma oblunga ed è contenuto in un guscio ricoperto di polvere nera violacea. Proveniente dal pino domestico, una pianta tipica di tutti i paesi che si affacciano nel bacino del mediterraneo, era utilizzato già dai tempi dei romani in cucina ed in medicina. Il pinolo del Parco di S. Rossore, Migliarino e Massaciuccoli è certificato come prodotto biologico e la zona di produzione comprende tutta l’area del Parco di Migliarino S. Rossore che ricade tra le Province di Pisa e di Lucca. La raccolta delle pine viene fatta quando sono ancora chiuse, poi vengono lasciate al sole in attesa che si schiudano naturalmente. Dopo la separazione tra le pine ed i pinoli si provvede a ripulire, sgusciare e selezionare i pinoli che poi vengono essiccati. Il prodotto è disponibile tutto l’anno, una volta essiccato si presta bene alla conservazione. I pinoli si possono utilizzare utilizzare come guarnizione di molti dolci tipici locali, ad es. la torta coi becchi ed il castagnaccio.

Attrattive turistiche

Lago di Massaciuccoli - Il lago di Massaciuccoli e le aree palustri circostanti sono la zona umida di origine retrodunale più estesa della Toscana. La sua forma è più o meno circolare, con un perimetro di oltre 10 Km. La superficie del bacino ha subito una drastica riduzione negli ultimi secoli a causa delle continue bonifiche, avvenute soprattutto nel XX secolo. La nascita del piccolo borgo di Massaciuccoli risale all’epoca romana. Sono del I sec. d.c. le ville residenziali come quella dei Venulei - patrizi romani di Pisa - nel I sec d.c., con annessi complessi termali, come quello ancora oggi visibile a ridosso della chiesa, in posizione panoramica sul lago. L’altro centro importante, Torre del Lago, risale al XVIII sec., epoca delle prime importanti bonifiche. La località è resa famosa dal grande compositore lucchese Giacomo Puccini, che vi abitò a lungo in una villa oggi trasformata in museo. Ai margini del cratere palustre vero e proprio, nei canali e nel padule, prevale la vegetazione parzialmente o totalmente sommersa (idrofite) con presenza di piante alimentari per molti uccelli acquatici. L’acqua dei canali è tappezzata da piccole piante galleggianti e da “erba paperina”, rapidamente in moltiplicazione per via vegetativa. Purtroppo sempre più rare le ninfee. Maggiormente svincolate dall’ambiente liquido le elofite, quali le cannucce di palude, il falasco e la lisca che dominano i popolamenti di ripa e le zone torbose del palude . Peculiari di Massaciuccoli sono gli “aggallati o pollíni”, isole di torba galleggianti sostenute dagli intrecci dei rizomi delle cannucce. Sopra queste torbiere si sviluppano le sfagnete, così chiamate per l’eccezionale presenza di particolari muschi, tipici dei climi freddi e relitti dell’ultima glaciazione. Massaciuccoli è oggi l’unica stazione mediterranea a livello del mare dove sono presenti tali associazioni vegetali. Importante l’avifauna nidificante censita: almeno 70 coppie di Airone rosso nelle colonie della zona settentrionale del padule, oltre 10 coppie di falco di palude ed almeno 5 del rarissimo e mimetico Tarabuso dal verso inconfondibile.

2° Tappa

Dal mare l’itinerario prosegue lungo la Palatina, la prima linea delle colline versiliesi, con terra rossa e roccia calcarea affiorante. Caratterizzata da vegetazione di macchia mediterranea e boschi di lecci, la Palatina rappresenta il confine con la zona di produzione del Candia dei Colli Apuani. Qui nella frazione di Montignoso si trova l’Azienda Agricola  Il Feudo (Via Palatina, 47 – Montignoso, cell. +39 330/277154, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) e parte della area di produzione delle Cantine Basile (zona di produzione: Montignoso, Pietrasanta, Vallecchia; Vigna Antica Colombetta, Cantina Enoteca e punto vendita: Via Provinciale Vallecchia, 260 – Pietrasanta, tel. +39 0584/752118, cell. +39 339/7956270; Podere La Caloma – Montignoso, e.mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). Le Cantine Basile si estendono poi nella zona vinicola storicamente conosciuta come Terre del Capitanato di Pietrasanta, l’antica vigna della Colombetta con vegetazione di pineta e terreni fertili  esposti a Sud recuperata negli ultimi anni con nuovi impianti selezionati tra i vitigni locali e internazionali.

Più avanti nella zona di Strettoia e Monte di Ripa, nel comune di Seravezza, nasce l’Azienda Agricola Solatìo (Via della Resistenza, 933/e Monte di Ripa – Seravezza, cell. +39 328/4835744, e.mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). Ci troviamo nel cuore storico dei vigneti versiliesi, sulle ripide colline che discendono dal Monte Folgorito e che si azzerano nel fiume Versilia caratterizzate da terreni acidi e scuri, vegetazione di macchia mediterranea e pineta. Data la povertà del terreno, i livelli di maturazione migliori per le uve si ottengono nei versanti completamente esposti a sud-est e a sud-ovest. Le stesse tipicità si trovano anche nei terreni dello Strinato, località dove sia i vigneti che gli oliveti godono di una meravigliosa vista sul mare e del profumo dei bosco. Particolarmente soleggiati e baciati dalle brezze marine, ci consentono di ottenere un prodotto unico attraverso metodi naturali, che mantiene inalterate le tradizioni dei vecchi tempi. Qui è possibile degustare i vini dell’Azienda Agricola l’Altra Donna (zona di produzione: Montignoso, Strinato di Seravezza; locale di degustazione: Via Strinato, s.n. – Pietrasanta, cell. +39 331/9935728, e.mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

Prodotti tipici locali

Pecorino della Versilia – Prodotto con latte di razza massese, questo formaggio ha un sapore delicatissimo con profumo di prato, più piccante se stagionato. La stagionatura in genere non dura più di 20 giorni; per il prodotto da grattugiare si richiede fino ad un anno. Il pecorino della Versilia è prodotto nella fascia litoranea della Versilia e in parte nell’area dei Parchi di S. Rossore-Migliarino-Massaciuccoli e delle Alpi Apuane. Si consuma fresco o stagionato, abbinato tipicamente alle fave e alle pere. 

Olio di olive Quercetane – L’olio ottenuto dalle olive quercetane è monovarietale ed ha un leggero sapore di fruttato ed un colore verde giallo intenso; il gusto è leggermente piccante e pungente. La produzione si concentra nelle zone collinari e litoranee della Versilia, specialmente nei comuni di Seravezza, Pietrasanta e Montagnoso. L’olio quercetano si può trovare tutto l’anno a partire da novembre, anche se le scarse produzioni ne limitano la reperibilità sul mercato che si esaurisce nei primi mesi dell’anno.

Tizzone di Giustagnana - Questo insaccato proviene da un’antica tradizione che risale al 1800. È un salume che possiamo trovare in due tipologie: una di forma allungata del peso di circa 700 gr -1 kg, l’altra di forma più rotondeggiante del peso di 4-6 kg. Il colore esterno è piuttosto scuro per il contatto prolungato del prodotto con la cenere. Per avere carni asciutte in grado di meglio conservarsi senza coloranti ed addensanti, i maiali di razza Landrace sono sottoposti ad una dieta alimentare che ricorre per circa il 70% del fabbisogno ad alimenti di provenienza aziendale. Castagne, patate, mele, verdure, talvolta ghiande sono regolarmente somministrate e contribuiscono al raggiungimento di un elevato standard qualitativo. Le parti magre e grasse ,una volta assortite, vengono impastate manualmente con una miscela di aromi opportunamente dosati. Una volta insaccato, il salume viene messo ad asciugare in cantina da 2 a 3 mesi e successivamente si conserva sotto la cenere per un periodo variabile da 1 a 4 mesi. La cenere utilizzata deriva dalla combustione di legnami diversi quali olivo, castagno, scopa, con aggiunta di aghi di pino. Il passaggio in cenere, oltre ad aumentare la conservabilità del prodotto lo arricchisce di aromi e gli fa assumere un gusto molto particolare. 

Focaccia Seravezzina (o Schiacciata di Seravezza) – Un tempo prodotta da un unico forno nel centro storico del paese di Seravezza, oggi la producono più forni presenti in zona. La schiacciata di Seravezza è una focaccia salata, di forma rotonda, colore giallo scuro, diametro di circa 25-30 cm e spessore di 2-3 cm. L’impasto è ottenuto con farina di mais, farina di grano, lardo, aglio, rosmarino, lievito di birra o pasta acida, acqua di montagna, sale, olio d’oliva le cui dosi sono un segreto dei fornai produttori. E’ ottima tagliata a spicchi, consumata da sola o accompagnata con affettati, salumi, formaggi e salse. 

Miele dell’Alta Versilia – Tra i mieli prodotti nell’alta Versilia, in particolare nel Parco delle Alpi Apuane, ricordiamo il miele di castagno dalla consistenza piuttosto liquida, il colore ambrato ed il gusto forte e persistente; il miele di acacia dal colore bianco, il sapore dolce molto delicato, con un profumo molto persistente e fine; il miele di millefiori dal sapore dolciastro con un retrogusto amarognolo, le gradazioni di colore possono variare dal giallo al verdognolo al marrone-blu; il miele di melata di abete liquido con una colorazione prevalentemente scura tendente al nero, il suo sapore è balsamico, l’odore è leggermente resinato, non è pungente.

A fondo pagina una Gallery ritrae i prodotti tipici e alcune delle attrazioni turistiche sopra citate.

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La seconda edizione del progetto di cooperazione territoriale transfrontaliera Ver.Tour.Mer, finanziato dal P.O Italia-Francia Marittimo 2007-2013 della Comunità Europea, si caratterizza per la forte componente di innovazione tecnologica, volta ad allargare l'orizzonte del marketing territoriale attraverso l'utilizzo di tecnologie informatiche innovative che valorizzino la produzione delle eccellenze dei territori, non solo vitivinicole ma anche eno-gastronomiche.

        

        

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