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Il Nord-Est della Sardegna

Il Vermentino de la Haute Corse

TAPPA N. 1 – BASTIA, CAP CORSE E PATRIMONIO

La Corsica è un’isola situata nel cuore del Mar Mediterraneo Occidentale; in una posizione strategica che l’ha resa, da sempre, crocevia di rotte, popoli e colonizzatori. Soprannominata dai greci kallìstes, la più bella, e nota ai francesi come l’ìle de beauté, l’isola della bellezza, la Corsica è una montagna verde in mezzo al mare attraversata da imponenti catene montuose e coperta dalla superficie del Parco Naturale Regionale.

L’itinerario proposto si concentra nella parte alta della Regione, la Haute Corse, e ha come punto di partenza Bastia, la seconda città della Corsica nonché il principale porto e principale centro commerciale e industriale del Paese che, nelle giornate più limpide, consente di vedere in lontananza le isole dell’Arcipelago Toscano (Capraia, Montecristo, Elba) e scorgere, addirittura, Pianosa e il Promontorio di Piombino.

Città arroccata su una scogliera, ricca di chiese barocche che ne richiamano la storia e caratterizzata da un’atmosfera popolare e mediterranea, Bastia è divisa in tre quartieri: Place Saint Nicolas, ricca di palme, bar, brasserie e caffè all’aperto, è il posto perfetto per girovagare fra le bancarelle del mercatino dell’antiquariato domenicale e riposare vista mare nei tardo pomeriggi estivi; Terra Vecchia, il più antico quartiere della città, è il vecchio feudo genovese che permette di ammirare chiese barocche e districarsi fra gli stretti vicoletti e i palazzi ‘decadenti’ (molti bombardati durante la II guerra mondiale) che scendono verso Vieux Port; Cittadella, infine, intrisa di vicoli stretti, permette di ammirare preziose testimonianze storico-culturali fra le quali non possiamo non nominare la Cathedrale Sainte-Marie, l’Eglise Sainte-Croix, con all’interno il Cristo Nero, e la Corse Miniature.

Da Bastia puntiamo verso Nord in direzione Cap Corse (in corso Capi Corsu). La strada costiera ci permette di godere sin da subito di un panorama unico e ammirare le antiche torri genovesi di forma circolare, memoria della dominazione trecentesca. Lungo il tragitto incontriamo Erbalonga, un piccolo paese, porto di pescatori, il cui centro si affaccia sulla baia rocciosa sottostante; Sisco, Pietracorbara, Porticciolo e Santa Severa, sede della cantina Domaine Pieretti e di un vigneto unico, Balla Ala Gala, che dalla strada degrada dolcemente verso la riva del mare. Proseguendo verso la punta più estrema di Cap Corse passiamo per l’esclusivo porto di Macinaggio e il paese di Rogliano, sede dell’azienda vitivinicola Clos Nicrosi, un’antica casa signorile a ridosso del mare che si affaccia sulla baia sottostante.

Da Nord ci muoviamo verso Ovest in direzione Patrimonio, raggiungendo un’altitudine di 500 m sul livello del mare. Se nella parte orientale il territorio incontrato era prevalentemente roccioso, nella parte occidentale è la pietra calcarea a regnare incontrastata. Patrimonio dista meno di 20 km da Bastia ma durante il viaggio non possiamo non fermarci ad ammirare i diversi punti d’interesse storico-architettonico e paesaggistico. Su Col de Techime, per esempio, possiamo vedere da un lato Bastia, il suo mare azzurro e la punta di Cap Corse, e dall’altro la fertile pianura della Conca d’Oro, la cui particolarità sono i vigneti ‘immersi’ nella montagna. Tappa obbligata di questo itinerario alla scoperta delle bellezze dell’Haute Corse e della bontà del Vermentino è la cantina in pietra, risalente al XIX secolo, Clos de Bernardi, il cui proprietario Jean-Laurent de Bernardi è il presidente dell’AOP (Appellation d’Origine Protegee).

Pascoli e uliveti piuttosto recenti modellano il paesaggio, ma il terreno, grazie ai suoli agrillo-scistosi, resta anzitutto luogo d’eccellenza della viticoltura corsa, ‘patria’ di vini considerati, sin dall’antichità, fra i migliori dell’area mediterranea. Basti pensare ai vini dell’AOC Patrimonio e ai famosi Muscat du Cap Corse.

TAPPA N. 2 – CASINCA, CASTAGNICCIA, COSTA VERDE

Casinca è una micro regione composta da 7 comuni situata nel Nord-Est della Corsica, a Sud di Bastia, lungo la costa orientale dell’isola. Si tratta di un territorio caratterizzato da un ricco patrimonio naturalistico e culturale, polo d’attrazione innegabile non soltanto per la flora, le spiagge sabbiose e i corsi d’acqua, ma anche per i piccoli borghi incastonati nel verde e affacciati sul mare che lo rendono un luogo unico. La piana di Casinca, anticamente detta “granaio di Roma”,  ancora oggi protagonista della produzione ortofrutticola dell’isola, dispone di numerosi beni storico-architettonici, fra i quali non possiamo non annoverare la vecchia fabbrica di tannino, la torre di San Pellegrino (eredità della dominazione del genovesato), la chiesa di Saint Michel e il borgo medievale di Penta.

Addentrandosi verso l’interno, è il castagno a regnare sovrano. Castagniccia, situata fra Bastia e Corté, è la dimostrazione che mare e montagna possono convivere a breve distanza quasi a sconfinare l’uno nell’altra. Parliamo di una regione montana caratterizzata da colline alte e boscose, ricoperte di castighi e villaggi attraversati da una folta vegetazione. Il patrimonio architettonico della regione è quello che ci permette di scoprire e capire la sua storia e la sua cultura; parliamo di edifici barocchi e cappelle romaniche, antichi mulini e fontane zampillanti. Ma Castagniccia non è nota soltanto per le sue bellezze architettoniche, i villaggi con tetti di scisto e la fonte dell’acqua frizzante Orezza, ma anche per i prodotti gastronomici locali fra i quali ricordiamo la farina di castagne, i salumi e i formaggi… una  vera goduria per il palato. Artigiani e produttori, infatti, si sono stabiliti nelle sue tre pievi per dedicarsi a vari tipi di coltivazioni, come la nocciola di Cervione.

Costa Verde, situata a Nord-Est a circa 40 km da Bastia, è una micro regione della Corsica composta da ben 23 comuni. Caratterizzata da 17 km di spiagge sabbiose, Costa Verde non è nota soltanto per la sua vicinanza al mare ma anche per la varietà di paesaggi che offre, che dal mare passano alla montagna con grande facilità. Terra di villaggi abitati da artigiani e piccoli produttori di coltelli, oli essenziali, frutta e molto altro, vede insieme alla Casinca un’agrumicoltura in pieno sviluppo.

Da vedere abbiamo i siti protetti e le cappelle romaniche della Casinca, il musée départemental Pascal Paoli, il musée d’art et de traditions populaires de l’ADECEC, i conventi delle tre pievi di Castagniccia e della Costa Verde, le fornaci, le fontane, i fiumi, le cascate, il Parc Galea, le cascate dell’Ucellunile e della Struccia, la stazione termale di epoca romana di Orezza, nonché diversi edifici perfettamente conservati, testimonianza dell’evoluzione storica della regione.

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Il Nord Est Sardegna

Il Vermentino del Nord Est Sardegna:

Tempio, Berchidda, Monti, Arzachena, Olbia

Vermentino di Gallura è la denominazione relativa al disciplinare di alcuni vini a DOCG prodotti nei comuni di Aggius, Aglientu, Arzachena, Badesi, Berchidda, Bortigiadas, Budoni, Calangianus, Golfo Aranci, Loiri Porto San Paolo, Luogosanto, Luras, Monti, Olbia, Oschiri, Palau, Sant'Antonio di Gallura, San Teodoro, Santa Teresa di Gallura, Telti, Tempio Pausania, Trinità d'Agultu, in Provincia di Olbia-Tempio, e nel comune di Viddalba in Provincia di Sassari. Proveniente esclusivamente da vitigni coltivati in terreni costituitisi per disfacimento granitico e situati a un’altitudine non superiore ai 500 m s.l.m., questo vino presenta caratteristiche organolettiche ben definite per colore, giallo paglierino intenso con leggeri riflessi verdognoli; odore, intenso e gradevole; sapore che varia dal secco all'amabile, talvolta con retrogusto lievemente amarognolo. Nei prodotti affinati in legno il sapore può essere più intenso e persistente, anche con leggere note di vaniglia; acidità totale minima, pari a 4,5 g/l; la combinazione tra la buona permeabilità del suolo, la loro ricchezza in potassio, l’elevata insolazione e ventilazione, determina nei vini eccezionali prerogative di profumo, tenore alcolico, mineralità e una buona acidità naturale. È apprezzabile come aperitivo se servito fresco. Ben si accompagna con i primi saporiti della cucina sarda avendo un buon corpo e un'ottima struttura. Viene servito anche con il pesce arrostito sulla griglia, con i molluschi e con i crostacei. Di sicuro interesse è l'abbinamento con il pecorino dolce (preferibilmente sardo).

Entriamo in questo territorio, d’aspetto particolarmente montagnoso, attraverso due strade: la SS 597, più meridionale, e la SS 127, che si addentra in Gallura entrando da Tempio Pausania.. La SS 597 scorre in un fertile fondovalle racchiuso tra il maestoso massiccio del Limbara a nord e i monti del Goceano a sud. Questa è la terra che vede crescere i vigneti che ci regalano i re della categoria dei vermentini; qui le tradizioni agricole, e le stesse tradizioni culturali, gravitano intorno al mondo del vino, lo raccontano, lo offrono alla conoscenza e all’assaggio, attraverso vari aspetti storici, musicali, museali e didattici, al fine di ottenere un’esperienza completa e multisensoriale senza pari; i due centri principali, Berchidda e Monti, costituiscono i punti di riferimento di un sistema integrato d’offerta di eccellenza, dalla rassegna internazionale di musica “Time in Jazz”, strettamente collegata al suo fondatore, il trombettista di fama internazionale Paolo Fresu, al Museo del Vino – Enoteca Regionale della Sardegna (Via G. Casu 5 – Berchidda – www.muvisardegna.it), che propone un percorso enologico-etnografico, per illustrare l’aspetto culturale della produzione del vino in Sardegna, con annessa una cantina in cui è possibile conoscere e degustare alcuni tra i più rinomati prodotti della tradizione vitivinicola isolana. Un viaggio semplice ma significativo nel mondo delle tradizioni, raccontate da rudimentali attrezzi da lavoro, dove è ricostruita la filiera partendo dalla lavorazione della terra, la cura della vigna, la spremitura delle uve, la lavorazione del sughero e l’imbottigliamento. Azienda di punta a cui fare riferimento nella ricerca di prodotti di qualità superiore è la Cantina Giogantinu (Via Milano 30 – Berchidda – www.giogantinu.com), in cui si producono pluripremiati Vermentini come “Karenzia” e “Lughente”, oltre a un classico sempre apprezzabile “Giogantinu”, vini di grande personalità, profumati di frutti maturi e macchia mediterranea, e dal gusto morbido ed armonico.

Lasciamo a malincuore questi luoghi, ma solo per spostarci di poco fino a Monti, vera e propria capitale del Vermentino; qui la Cantina Sociale del Vermentino (Via San Paolo 2 – Monti – www.vermentinomonti.it) organizza da oltre venti anni, la prima domenica di agosto, la Sagra del Vermentino che richiama migliaia di turisti dalle spiagge della Gallura, desiderosi di un assaggio di tradizioni contadine e celebri etichette: tra un “Funtanaliras” e un “Aghilòia", un “S’èleme” e un “Nord Est”, fino ad uno spettacolare “Arakena”, perveniamo all’esperienza del Vermentino allo stato dell’arte, perdendoci in profumi che suggeriscono eleganti sentori di mele mature, fiori e mandorle, e un gusto sapido, morbido e persistente. Sono dello stesso avviso i severi giudici del concorso internazionale Vinitaly, che hanno recentemente (16 aprile 2015) attribuito al “Balari”, Vermentino frizzante DOCG, il primo premio della sua categoria tra i vini presentati al concorso. Ma non trascuriamo l’Azienda Pedra Majore (Via Roma 106 – Monti – www.pedramajore.it), che la famiglia Isoni cura con particolare competenza, donandoci una selezione di Vermentini di particolare valore, come “I Graniti” e “Le Conche”, i cui profumi e sapori di frutti e macchia mediterranea ci regalano sensazioni piacevoli e persistenti.

Ritorniamo sulla SS 127 e, risalendo i tornanti della “Fumosa” che corrono arrampicati in mezzo al verde rigoglioso dei boschi, entriamo a Tempio Pausania. Situata ai piedi del Monte Limbara, Tempio è una cittadina graziosa e caratteristica, da sempre culla della cultura gallurese. Il centro storico, composto di edifici in granito a vista, spesso ornati da balconi di ferro battuto affacciati su vie lastricate, offre molti begli scorci. Vivace e accogliente, è famosa per il suo Carnevale invernale, tra i più celebri della Sardegna, e per il Festival Internazionale del Folklore, con oltre 30 edizioni effettuate, mentre il 14 e il 15 agosto la Festa della Montagna porta numerosi visitatori sul Monte Limbara. La zona circostante è ricca di attrazioni naturali come l’area di Vallicciola sul Monte Limbara e il sistema di parchi cittadini che comprendono le fonti di Rinaggiu e di Fonte Noa, irrinunciabili mete per sfuggire alla calura estiva. I dintorni sono altresì particolarmente ricchi di vigneti, e di aziende ad essi collegati; tra la stessa Tempio e la vicina Calangianus ci viene offerta una vasta e qualificata scelta di cantine ed aziende vinicole, come la Cantina Sociale Gallura (Via Val di Cossu 9 – Tempio – www.cantinagallura.net), l’Azienda vinicola Tamponi (Via Vittorio Veneto – Calangianus – www.vinicolatamponi.com) e l’Azienda Agricola Tondini (Loc. San Leonardo – Calangianus – www.cantinatondini.it), produttori di Vermentini di grande qualità e all’altezza della tradizione vinicola gallurese. Fra tutti, come una sorta di “primus inter pares”, il “Karagnani” dell’Azienda Todini, di medio-alta gradazione, con profumi avvolgenti di frutta gialla matura e macchia mediterranea, dal gusto morbido e persistente, e il “Canayli” della Cantina Gallura, Vermentino DOGC, premio Gran Menzione al Vinitaly 2015.

Ci addentriamo nella Gallura lungo la SP 38 e la SS 427, e già il profumo del mare comincia a farsi strada tra i brulli graniti. Arriviamo ad Arzachena, che sarebbe riduttivo accostare soltanto alle località modaiole della Costa Smeralda; cultura e tradizione trovano qui la loro espressione nei siti archeologici che circondano la città, che raccontano del passato della civiltà mediterranea nei siti del Nuraghe Albucciu e del Tempietto di Malchittu (SS 125 per Olbia), delle Tombe dei Giganti Li Lolghi e Li Muri (SP 115) e del Nuraghe Coddu Ecchju (SP 14 per Luogosanto). Vale certamente la pena di fermarsi in zona, sia per degustare i piatti della tradizione culinaria gallurese, preparati con maestria ed offerti dai ristoranti Lu Stazzu (Loc. Picuccia), Lithos (Loc. Abbiadori), Dante (Loc. sottovento Porto Cervo) e Lu Pisantinu (Loc. Liscia di Vacca Porto Cervo), sia per andare alla ricerca dei vini locali da degustare ed apprezzare come meritano; un ottimo indirizzo è certamente quello dell’Azienda vitivinicola Capichera (Via D. Millelire 1 – Arzachena – www.capichera.it), che produce rinomati vermentini come il “Capichera Classico”, vino simbolo dell’azienda, il “Santigaini”, la cui area di produzione si trova adiacente al già nominato Nuraghe Coddu Ecchju, e il “Vigna’ngena”, prelibato DOGC dal profumo intenso floreale e fruttato, fresco e fragrante all’assaggio con finale persistente.

Verso la fine di questo percorso volgiamo l’auto verso sud, sulla SS 125 in direzione di Olbia. Dopo tanti centri immersi in un paesaggio montano e boscoso, ritrovarsi nuovamente in una città viva e pulsante di attività e di traffico può sembrare strano; ma dove c’è attività si può trovare certamente il modo di coniugare la curiosità turistica con il piacere della buona tavola, unita ad un assaggio di buon Vermentino. Olbia non fa eccezione a questa regola, ed è pronta ad accoglierci mostrandoci un centro storico vivace ed affollato, importanti edifici di epoca medievale, come la Basilica di San Simplicio, in stile romanico-pisano, e testimonianze della presenza di insediamenti umani fin dall’antichità, con reperti che vanno dal pozzo sacro di Sa Testa (SP 82 per Golfo Aranci), fino ai resti di epoca punica e romana, raccolti ed ordinati nel Museo Archeologico Nazionale (Isola Peddone, fronte Porto Vecchio). La città è anche ben servita da locali in cui compiere una sosta all’insegna della cucina tipica e di alta scuola. Sono da considerare con particolare attenzione i ristoranti Caffetteria della Nonna (Viale Multa Maria), Bacchus (Via degli Astronauti 2), La Lanterna (Via Olbia 13), Aquamarina (Loc. Marina di Portisco), Antica Trattoria (Via delle Terme 1/A-B), Cafè Principe Umberto (Via Principe Umberto 5).

In città, è chiaro, non vi sono vigneti, ma certamente non mancano le aziende produttrici che qui operano, con proposte sempre all’altezza della tradizione del Vermentino; tra queste, la Cantina delle Vigne di Piero Mancini (Loc. Cala Saccaia – Olbia – www.pieromancini.it), e la Cantina Pedres (Zona Ind.le sett. 7 – Olbia – www.cantinapedres.it), entrambe con sede nella zona industriale di Olbia. La Cantina delle Vigne produce due importanti Vermentini DOGC, il “Cucaione” e il “Mancini Primo”, dall’aroma fine ed equilibrato, e uno spumante “Vermentino di Gallura Brut”, dal profumo fresco e speziato di erbe aromatiche, e dal gusto sapido ed equilibrato, non eccessivamente strutturato ma di buona persistenza. La Cantina Pedres non è da meno, potendo proporre il “Colline” Vermentino DOC dal profumo delicatamente fruttato e dal sapore e secco con piacevoli note fruttate; infine, merita una menzione anche l’azienda Tenute Olbios (Via Loiri 83 Loc. Venafiorita – Olbia – www.tenuteolbios.com); in questa tenuta situata alle porte di Olbia possiamo concludere il nostro percorso degustando due prodotti che già in etichetta sprizzano simpatia, oltre che bollicine in apertura di bottiglia: “Lupus in Fabula” Vermentino di Gallura DOGC e “In Vino Veritas” Vermentino di Sardegna DOC; si tratta di prodotti dagli ampi e delicati profumi floreali, e dalle note fruttate e persistenti conferite all’assaggio. Degne espressioni della tradizione vinicola legata al Vermentino, e degna conclusione di questo percorso di ricerca e conoscenza dell’eccellenza vinicola del Nord Sardegna.

Come la zona Nord Ovest, anche la Gallura presenta peculiari caratteristiche ambientali, storiche e culturali, per promuovere le quali è nata l’associazione “Strada del Vermentino di Gallura DOCG” che accoglie aderenti a livello istituzionale, e del comparto produttivo e turistico; lo scopo è quello di contribuire a valorizzare il territorio della Gallura, con le sue importanti produzioni vitivinicole e agroalimentari, e rinnovare ed integrare l'offerta enogastronomica con le sue bellezze storiche e paesaggistiche e non ultimo, la sua famosa accoglienza. Un percorso fra vigne, vino, cibi, tradizioni e persone che si sono dedicate con amore a questa filosofia di vita, un percorso che connette appassionati sparsi in tutto il mondo e che unisce le culture e le passioni.

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Il Nord Ovest Sardegna

Assaporando il Vermentino del Nord Sardegna,

da Alghero a Valledoria

La Sardegna è certamente terra d’elezione per questo vitigno che, insieme al Cannonau rappresenta l’espressione più tipica della produzione enologica regionale. Proveniente dalla penisola iberica, è arrivato in Sardegna attraverso la Corsica alla fine del 1800 e dai terreni di disfacimento granitico della Gallura, in cui ha trovato il suo habitat ideale, si è poi diffuso in tutta l’isola, dove attualmente occupa una superficie di circa 2.800 ettari. Il Vermentino coltivato in Sardegna dà un vino di grande personalità che non trova riscontro con altri vini italiani ed esteri che pure portano lo stesso nome. La sua presenza su tutto il territorio isolano, caratterizzato da differenti ambienti di coltivazione, fa si che i vini prodotti rivelino, insieme ai classici e tipici caratteri di qualità e tipicità del vitigno anche forti e singolari personalità, espressione delle diverse zone di produzione.

Ideale, nonché centrale, punto di partenza di questo itinerario alla scoperta del Vermentino di Sardegna è la città di Alghero, perla e capitale della Riviera del Corallo; troveremo nel suo centro storico racchiuso da possenti bastioni affacciati sul mare, e nei dintorni ricchi di indimenticabili paesaggi, certamente più di un motivo per ricordare la visita, e promettere di tornarci. Le eccellenze non sono poche: il centro storico, con le sue vie strette in cui passeggiare e perdersi, la Cattedrale ed il suo caratteristico campanile in forme neo-gotiche, la Piazza Civica, palazzi storici e chiese con stili che abbracciano diverse epoche, dal catalano-aragonese al liberty, il Museo del Corallo Rosso, produzione tradizionale e vanto di questa città (via XX settembre, 8); diverse possibilità sono offerte per una sosta che possa soddisfare anche il palato, tra tutte il caratteristico ristorante “Posada del Mar” (Vicolo Adami, 29), e “La Pergola” (Viale I° Maggio, 3), immerso nel verde di fronte alla pineta e alla spiaggia di Maria Pia, sulla strada SS 127bis che porta fuori città, verso le meraviglie paesaggistiche della costa di Capo Caccia, con la celebre Grotta di Nettuno, e le vestigia archeologiche del villaggio nuragico di Palmavera, da cui si può raggiungere, con una breve deviazione lungo la SS 291, la borgata di S. Maria La Palma sede dell’omonima Cantina Sociale (Via Zira – Loc. S. Maria La Palma – www.santamarialapalma.it), nata negli anni ’60, in seguito all’assegnazione di terre incolte a famiglie di contadini, che oggi produce vini d’eccellenza tra cui Vermentini DOC come “I Papiri”, ottenuto da uve provenienti da vigneti selezionati, di colore giallo paglierino e profumo intenso e fruttato, con sentori di frutta gialla matura e mandorle amare; “Aragosta” e “Vermentino di Sardegna”, freschi e fragranti, che bevuti giovani danno il meglio di sé; “ma anche “Akenta”, vino spumante da uve Vermentino, di profumo fruttato e intenso di fiori bianchi, ottimo aperitivo ed accompagnamento a piatti di mare.

Tornando indietro verso l’ingresso di Alghero, e percorrendo la SP 42 “Due Mari” arriviamo in breve tempo in una zona in cui sono strettamente integrate la storia del territorio e la produzione vinicola d’eccellenza: la necropoli ipogeica di AngheluRuju dà il nome all’omonimo vino passito di produzione dell’azienda che circonda letteralmente questo sito archeologico: parliamo di Sella&Mosca, (SP 42, Km. 21 – Loc. I Piani – www.sellaemosca.it), fondata più di un secolo fa su terreni esposti ai venti salmastri provenienti dal vicino mare, che conferiscono particolari e caratteristiche note di sapidità ai suoi prodotti; è un’azienda vastissima, con un centro direzionale immerso in un curatissimo giardino, che ospita una cappella dedicata a Nostra Signora dell’Uva, le vecchie masserie restaurate ed utilizzate per mostre ed eventi, e un interessante Museo che racconta l’affascinante storia della cantina e delle sue tradizioni in un'atmosfera ferma nel tempo. È diviso in due sezioni: la sezione di storia aziendale, che propone un suggestivo percorso storico nell’attività pionieristica di Sella&Mosca all’inizio del secolo, attraverso un’articolata lettura di foto e strumenti d’epoca; la sezione archeologica, che recupera la storia della necropoli preistorica di Anghelu Ruju e delle sue genti e culture, scoperta nel 1903 all’interno dell’area di Sella&Mosca. Adiacente ad esso si trova la cantina dove è possibile organizzare compiere visite guidate, degustare ed acquistare alcuni tra i prodotti di punta dell’intera produzione isolana; tra questi meritano certamente una menzione grandi Vermentini come “Cala Reale” e “La Cala”, vini dall’intenso profumo floreale e marcata sapidità, ma anche di sensazioni fruttate e mielate; come anche “Abidoru” e l’evergreen “Vermentino di Sardegna”, delicati, dal profumo intenso di fiori bianchi, e dal sapore secco, fresco, vivace e fruttato, di marcata salinità derivata dall’esposizione dei vigneti al vento di Maestrale, che soffia dal mare. Lungo la SS 291, vicino all’incrocio con la SP 42, le Tenute Delogu seguono la scia della produzione d’eccellenza, meritando un riconoscimento di Gran Menzione al Vinitaly 2015 per il loro “Die”, Vermentino DOC di media gradazione dal profumo intenso e ricco di note fruttate, fresco e sapido all’assaggio.

Tra Alghero e Sassari, principale centro di riferimento dell’area nord-ovest, il territorio presenta una successione di colline, intensivamente coltivate, tra cui spiccano per estensione della superficie dedicata i vigneti, specialmente nei dintorni dei centri la cui tradizione di produzione vinicola, lontana dall’operatività delle grandi aziende, è ancora condotta secondo regole e ritmi dettati dalla tradizione contadina, e dalla passione unita a una a volte pluriennale esperienza; dalla costa a Florinas e Codrongianos, passando per Usini, attraverso la regione del Logudoro lungo la SS 127bis in direzione Sassari, incontriamo aziende a conduzione familiare come l’Azienda Vitivinicola Chessa (Via San Giorgio – Usini – www.cantinechessa.com) che produce il “Mattariga”, Vermentino di fine e delicato aroma, e gusto equilibrato ed intenso, e la Vinicola Cherchi (Loc. Sa Pala ‘e Sa Chessa – Usini – www.vinicolacherchi.it) che produce ottimi Vermentini come “Filighe” e “Pigalva” ricchi di profumi floreali e fruttati, e soprattutto “Tuvaoes”, piacevolmente aromatico, caldo e morbido grazie alla sua struttura consistente. Da Usini, deviando per la SP 3, si arriva in un altro territorio rinomato per la sua produzione vinicola, che ha nei centri di Florinas e Codrongianos i principali punti di riferimento; nel primo paese ha la sua sede l’azienda Tenute Soletta (Via Sassari 77 – Florinas – www.tenutesoletta.it), il cui titolare Umberto ha ben avviato una produzione “multitasking” non solo di vini ma anche di grappe e di ottimo olio extra-vergine di oliva; la linea di produzione principale vede, oltre a un classico “Vermentino di Sardegna”, anche un “Chimera”, dal profumo intenso con sentori floreali e frutta gialla matura. Nell’altro paese, Codrongianos, si trova l’Azienda Agricola “Vigne Deriu” (Via Saccargia 21 – Codrongianos – www.vignederiu.it), che produce un bel “Vermentino di Sardegna” di moderata gradazione con un discreto bouquet di profumi, e una marcata sapidità unita ad un retrogusto di mandorla tipico del vitigno. Spostandoci brevemente verso l’interno oltre Codrongianos, dove è visitabile la chiesa della SS Trinità di Saccargia, incontriamo i centri di Ardara e Borutta, in cui si possono ammirare le chiese di Santa Maria del Regno e San Pietro di Sorres, vestigia del passato medievale del Giudicato di Torres, nonché mirabili esempi di architettura inseriti in un ideale percorso dedicato all’arte romanica.

Ritornando in direzione di Sassari, prima di proseguire in questo percorso di conoscenza del vitigno Vermentino, possiamo trarre vantaggio da una sosta per ritemprare il corpo presso uno dei locali che contribuiscono a dare lustro alla parte alta del centro storico: i ristoranti “L’Assassino” (Via Pettenadu 19), che presenta caratteristiche di trattoria tipica con piatti ispirati dalla tradizione gastronomica locale, e “Fratelli Tola” (Piazza Pasquale Tola 23) di recente ristrutturazione e giovane gestione, con proposte che vanno dal tipico alla cucina di mare. La stessa città di Sassari merita almeno una breve visita; il suo centro storico presenta diverse attrattive, come il Palazzo Ducale, sede del Comune; la Pinacoteca Mus’a; la bella Piazza Tola, con il Palazzo d’Usini sede della Biblioteca Comunale e il monumento dedicato a Pasquale Tola, insigne storico e giurista; il Duomo di San Nicola e le chiese di Santa Caterina e di Santa Maria di Betlem; la Fontana del Rosello.

Riprendiamo il percorso con una discesa verso il mare lungo la SS 200 “dell’Anglona”; in questa regione che digrada dalla fascia collinare punteggiata da vasti vigneti, incontriamo dapprima, molto vicini al capoluogo, i centri di Sorso e Sennori; qui la tradizione contadina è vivace e operosa, e non mancano le produzioni interessanti. La Società Cooperativa Romangia (Via Marina 5- Sorso - www.vinidellasardegna.it), erede della tradizione dell’antica Cantina di Sorso, produce il “Silis” DOC, Vermentino dal profumo intenso ed elegante, e dal gusto secco e sapido, leggermente agrumato. A Sennori opera invece l’Azienda Agricola Tenute Dettori (SP 29 Loc. Badde Nigolosu – Sennori – www.tenutedettori.it), che offre la possibilità di un’esperienza sensoriale completa, consentendo all’ospite una visita guidata della struttura e dei vigneti, con assaggio dei vini prodotti secondo modalità antiche della più genuina tradizione contadina, mentre l’occhio corre lungo la linea di colline che scende verso il mare, da cui salgono effluvi salmastri portati dalla brezza. Il senso di calma interiore consentirà di apprezzare al meglio il Vermentino “Dettori Bianco”, dal profumo fresco e floreale.

Proseguiamo lungo la SS 200 in direzione di Castelsardo, antico borgo che guarda il mare dall’alto dei bastioni del suo castello medievale, antica roccaforte della potente famiglia Doria, oggi sede del Museo dell’Intreccio; dall’alto delle mura si può godere di un panorama senza pari che spazia dall’Asinara fino alla Corsica, per poi discendere in una passeggiata lungo le strette e tortuose strade e scalinate del centro storico fino ai parchi adagiati ai piedi della scogliera. Per farci un’idea delle particolarità gastronomiche del luogo, e naturalmente dei vini adatti ad accompagnarle, gli indirizzi irrinunciabili sono L’Incantu (Loc. Bajaloglia), ristorante inserito in un resort che guarda in faccia il Golfo dell’Asinara, Baga Baga (Loc. La Terra Bianca), anche questo incluso in un bel complesso alberghiero, ma soprattutto Il Cormorano (Via C. Colombo 7), in cui tradizione e passione sono il mezzo per salire alle più alte vette dell’arte culinaria.

Terminiamo questo percorso arrivando a Valledoria, adagiata in una fertile pianura tra il mare e la foce del Coghinas; poco più avanti è già Gallura; ma per il momento fermiamoci nel vasto litorale, battuto dal vento impetuoso di maestrale, per sorseggiare un vermentino particolare, che nasce da vitigni che crescono nell’immediato entroterra, su substrato ancora sabbioso, esposto al vento e al sole, in un connubio capace di donare corpo e aromi salmastri difficilmente riscontrabili altrove nell’isola. Magistrali risultati di questa tradizione agricola sono il “Juliola”, vermentino prodotto dalla Cantina Ligios (Corso Europa 111 – Valledoria – www.cantinaligios.it), e “L’Altubiancu”, Vermentino delle Cantine Santa Rita (Via Tempio – Valledoria – www.cantinesantarita.it), di profumo fresco e con sentori di mela gialla, sapidi e corposi.

Il vivace tessuto imprenditoriale del comparto vitivinicolo è molto attivo anche dal punto di vista associativo; oltre che in rapporto con le Associazioni di Categoria, i produttori hanno dato vita ad un organismo denominato “Strade del vino Sardegna Nord Ovest”, con finalità di promozione e valorizzazione, oltre che della peculiare identità enologica del territorio, anche storica, culturale, ambientale, socio economica delle aree a vocazione vitivinicola del nord ovest della Sardegna. Tra i produttori aderenti, non menzionati sopra, è interessante segnalare le aziende Tenute Delogu, Ledà d’Ittiri, e Rigatteri nella zona di Alghero, l’Azienda Agricola Deaddis di Sedini, la Tenuta Asinara di Cargeghe, La Cantina Alba e Spanedda di Ossi, e l’Azienda Agricola Carpante ad Usini.

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Le strade del vino Sardegna Nord-Ovest

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2) Versilia

Sorprendente Versilia

La Versilia, terra famosa per i suoi marmi, il suo mare, le sue spiagge, la sua vita notturna, spesso sfugge al pubblico per le sue proposte enologiche. Il suo territorio - di piccola ampiezza, ma ricco per morfologia – si estende in pochi chilometri dal mare alle Alpi Apuane, costituendo un ambiente ben protetto ed esposto al sole ideale per la coltivazione di nobili vitigni e la produzione di vini dal gusto fresco e vitale.

Qualunque sia la sua storia, cosa certa è che il Vermentino a Bacca Bianca da sempre è coltivato in quest’area alla pendici delle Alpi Apuane. Per questo motivo può essere definito un vitigno indigeno per il territorio della Lunigiana, della Apuana e della Versilia. Cosa diversa è il Vermentino nero che è un vitigno certamente autoctono delle colline della fascia costiera dell’alta Toscana (Massa- Carrara, bassa Lunigiana e Versilia) le cui origini dovrebbero essere la risultanza di una mutazione del Vermentino bianco. Come per molti vitigni “secondari” quest’ultimo con il secondo dopoguerra ha rischiato l’estinzione, poi a partire dalla fine degli anni ’80, con l’aumentato interesse per la bio-diversità ampelografica è iniziata una lenta ma costante riscoperta. Oggi il Vermentino nero è proposto da molti viticoltori di Luni, Candia e Versilia sia in purezza che in uvaggio. La Versilia rappresenta il punto più meridionale della sua naturale espansione. E se da Luni il Vermentino nero porta in dote i profumi e l’armoniosità di un territorio più collinare, in Versilia si esalta per la freschezza che scaturisce dal connubio della sapidità marina e della mineralità territoriale.

1° Tappa

L’ itinerario suggerito per conoscere il vitigno Vermentino della Versilia inizia dalla frazione di Massaciuccoli nel comune di Massarosa e  arriva a toccare lo Strinato di Seravezza, passando per i comuni di Viareggio e Pietrasanta. Il percorso eno-gastronomico comincia dai vigneti del mare nella Tenuta Borbone, un tempo appartenuta alla nobile famiglia. Ci troviamo nell’area protetta dell’Ente Parco Naturale di S. Rossore, Migliarino e Massaciuccoli. Su questi terreni sabbiosi separati dal mare solamente dalla Pineta di Levante, maturano le viti dell’Azienda Agricola Marika Felli (zona di produzione: Tenuta Borbone, Ente Parco Naturale di San Rossore Migliarino e Massaciuccoli; sede, oliveto, vigna e punto vendita: Via dei Contadini, 13 – Viareggio, cell. +39 335/7178781; vigna e oliveto: Via delle Sezioni, loc. Campinaletto – Stiava, Massarosa).

Prodotti tipici locali

Pinoli biologici del Parco di S. Rossore, Migliarino e Massaciuccoli - Di colore bianco sporco, ha una forma oblunga ed è contenuto in un guscio ricoperto di polvere nera violacea. Proveniente dal pino domestico, una pianta tipica di tutti i paesi che si affacciano nel bacino del mediterraneo, era utilizzato già dai tempi dei romani in cucina ed in medicina. Il pinolo del Parco di S. Rossore, Migliarino e Massaciuccoli è certificato come prodotto biologico e la zona di produzione comprende tutta l’area del Parco di Migliarino S. Rossore che ricade tra le Province di Pisa e di Lucca. La raccolta delle pine viene fatta quando sono ancora chiuse, poi vengono lasciate al sole in attesa che si schiudano naturalmente. Dopo la separazione tra le pine ed i pinoli si provvede a ripulire, sgusciare e selezionare i pinoli che poi vengono essiccati. Il prodotto è disponibile tutto l’anno, una volta essiccato si presta bene alla conservazione. I pinoli si possono utilizzare utilizzare come guarnizione di molti dolci tipici locali, ad es. la torta coi becchi ed il castagnaccio.

Attrattive turistiche

Lago di Massaciuccoli - Il lago di Massaciuccoli e le aree palustri circostanti sono la zona umida di origine retrodunale più estesa della Toscana. La sua forma è più o meno circolare, con un perimetro di oltre 10 Km. La superficie del bacino ha subito una drastica riduzione negli ultimi secoli a causa delle continue bonifiche, avvenute soprattutto nel XX secolo. La nascita del piccolo borgo di Massaciuccoli risale all’epoca romana. Sono del I sec. d.c. le ville residenziali come quella dei Venulei - patrizi romani di Pisa - nel I sec d.c., con annessi complessi termali, come quello ancora oggi visibile a ridosso della chiesa, in posizione panoramica sul lago. L’altro centro importante, Torre del Lago, risale al XVIII sec., epoca delle prime importanti bonifiche. La località è resa famosa dal grande compositore lucchese Giacomo Puccini, che vi abitò a lungo in una villa oggi trasformata in museo. Ai margini del cratere palustre vero e proprio, nei canali e nel padule, prevale la vegetazione parzialmente o totalmente sommersa (idrofite) con presenza di piante alimentari per molti uccelli acquatici. L’acqua dei canali è tappezzata da piccole piante galleggianti e da “erba paperina”, rapidamente in moltiplicazione per via vegetativa. Purtroppo sempre più rare le ninfee. Maggiormente svincolate dall’ambiente liquido le elofite, quali le cannucce di palude, il falasco e la lisca che dominano i popolamenti di ripa e le zone torbose del palude . Peculiari di Massaciuccoli sono gli “aggallati o pollíni”, isole di torba galleggianti sostenute dagli intrecci dei rizomi delle cannucce. Sopra queste torbiere si sviluppano le sfagnete, così chiamate per l’eccezionale presenza di particolari muschi, tipici dei climi freddi e relitti dell’ultima glaciazione. Massaciuccoli è oggi l’unica stazione mediterranea a livello del mare dove sono presenti tali associazioni vegetali. Importante l’avifauna nidificante censita: almeno 70 coppie di Airone rosso nelle colonie della zona settentrionale del padule, oltre 10 coppie di falco di palude ed almeno 5 del rarissimo e mimetico Tarabuso dal verso inconfondibile.

2° Tappa

Dal mare l’itinerario prosegue lungo la Palatina, la prima linea delle colline versiliesi, con terra rossa e roccia calcarea affiorante. Caratterizzata da vegetazione di macchia mediterranea e boschi di lecci, la Palatina rappresenta il confine con la zona di produzione del Candia dei Colli Apuani. Qui nella frazione di Montignoso si trova l’Azienda Agricola  Il Feudo (Via Palatina, 47 – Montignoso, cell. +39 330/277154, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) e parte della area di produzione delle Cantine Basile (zona di produzione: Montignoso, Pietrasanta, Vallecchia; Vigna Antica Colombetta, Cantina Enoteca e punto vendita: Via Provinciale Vallecchia, 260 – Pietrasanta, tel. +39 0584/752118, cell. +39 339/7956270; Podere La Caloma – Montignoso, e.mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). Le Cantine Basile si estendono poi nella zona vinicola storicamente conosciuta come Terre del Capitanato di Pietrasanta, l’antica vigna della Colombetta con vegetazione di pineta e terreni fertili  esposti a Sud recuperata negli ultimi anni con nuovi impianti selezionati tra i vitigni locali e internazionali.

Più avanti nella zona di Strettoia e Monte di Ripa, nel comune di Seravezza, nasce l’Azienda Agricola Solatìo (Via della Resistenza, 933/e Monte di Ripa – Seravezza, cell. +39 328/4835744, e.mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). Ci troviamo nel cuore storico dei vigneti versiliesi, sulle ripide colline che discendono dal Monte Folgorito e che si azzerano nel fiume Versilia caratterizzate da terreni acidi e scuri, vegetazione di macchia mediterranea e pineta. Data la povertà del terreno, i livelli di maturazione migliori per le uve si ottengono nei versanti completamente esposti a sud-est e a sud-ovest. Le stesse tipicità si trovano anche nei terreni dello Strinato, località dove sia i vigneti che gli oliveti godono di una meravigliosa vista sul mare e del profumo dei bosco. Particolarmente soleggiati e baciati dalle brezze marine, ci consentono di ottenere un prodotto unico attraverso metodi naturali, che mantiene inalterate le tradizioni dei vecchi tempi. Qui è possibile degustare i vini dell’Azienda Agricola l’Altra Donna (zona di produzione: Montignoso, Strinato di Seravezza; locale di degustazione: Via Strinato, s.n. – Pietrasanta, cell. +39 331/9935728, e.mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

Prodotti tipici locali

Pecorino della Versilia – Prodotto con latte di razza massese, questo formaggio ha un sapore delicatissimo con profumo di prato, più piccante se stagionato. La stagionatura in genere non dura più di 20 giorni; per il prodotto da grattugiare si richiede fino ad un anno. Il pecorino della Versilia è prodotto nella fascia litoranea della Versilia e in parte nell’area dei Parchi di S. Rossore-Migliarino-Massaciuccoli e delle Alpi Apuane. Si consuma fresco o stagionato, abbinato tipicamente alle fave e alle pere. 

Olio di olive Quercetane – L’olio ottenuto dalle olive quercetane è monovarietale ed ha un leggero sapore di fruttato ed un colore verde giallo intenso; il gusto è leggermente piccante e pungente. La produzione si concentra nelle zone collinari e litoranee della Versilia, specialmente nei comuni di Seravezza, Pietrasanta e Montagnoso. L’olio quercetano si può trovare tutto l’anno a partire da novembre, anche se le scarse produzioni ne limitano la reperibilità sul mercato che si esaurisce nei primi mesi dell’anno.

Tizzone di Giustagnana - Questo insaccato proviene da un’antica tradizione che risale al 1800. È un salume che possiamo trovare in due tipologie: una di forma allungata del peso di circa 700 gr -1 kg, l’altra di forma più rotondeggiante del peso di 4-6 kg. Il colore esterno è piuttosto scuro per il contatto prolungato del prodotto con la cenere. Per avere carni asciutte in grado di meglio conservarsi senza coloranti ed addensanti, i maiali di razza Landrace sono sottoposti ad una dieta alimentare che ricorre per circa il 70% del fabbisogno ad alimenti di provenienza aziendale. Castagne, patate, mele, verdure, talvolta ghiande sono regolarmente somministrate e contribuiscono al raggiungimento di un elevato standard qualitativo. Le parti magre e grasse ,una volta assortite, vengono impastate manualmente con una miscela di aromi opportunamente dosati. Una volta insaccato, il salume viene messo ad asciugare in cantina da 2 a 3 mesi e successivamente si conserva sotto la cenere per un periodo variabile da 1 a 4 mesi. La cenere utilizzata deriva dalla combustione di legnami diversi quali olivo, castagno, scopa, con aggiunta di aghi di pino. Il passaggio in cenere, oltre ad aumentare la conservabilità del prodotto lo arricchisce di aromi e gli fa assumere un gusto molto particolare. 

Focaccia Seravezzina (o Schiacciata di Seravezza) – Un tempo prodotta da un unico forno nel centro storico del paese di Seravezza, oggi la producono più forni presenti in zona. La schiacciata di Seravezza è una focaccia salata, di forma rotonda, colore giallo scuro, diametro di circa 25-30 cm e spessore di 2-3 cm. L’impasto è ottenuto con farina di mais, farina di grano, lardo, aglio, rosmarino, lievito di birra o pasta acida, acqua di montagna, sale, olio d’oliva le cui dosi sono un segreto dei fornai produttori. E’ ottima tagliata a spicchi, consumata da sola o accompagnata con affettati, salumi, formaggi e salse. 

Miele dell’Alta Versilia – Tra i mieli prodotti nell’alta Versilia, in particolare nel Parco delle Alpi Apuane, ricordiamo il miele di castagno dalla consistenza piuttosto liquida, il colore ambrato ed il gusto forte e persistente; il miele di acacia dal colore bianco, il sapore dolce molto delicato, con un profumo molto persistente e fine; il miele di millefiori dal sapore dolciastro con un retrogusto amarognolo, le gradazioni di colore possono variare dal giallo al verdognolo al marrone-blu; il miele di melata di abete liquido con una colorazione prevalentemente scura tendente al nero, il suo sapore è balsamico, l’odore è leggermente resinato, non è pungente.

A fondo pagina una Gallery ritrae i prodotti tipici e alcune delle attrazioni turistiche sopra citate.

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1) Colline Lucchesi e Montecarlo

Viaggio nel cuore della Lucchesia

La città di Lucca è conosciuta per le sue innumerevoli chiese, i suoi palazzi medievali, la caratteristica piazza Anfiteatro e soprattutto per l’atmosfera che si respira camminando lungo gli stretti vicoli del centro storico. Ma non tutti sanno che Lucca è circondata da un meraviglioso paesaggio naturale fatto di dolci colline, antiche ville signorili, oliveti centenari, vigneti e piccole pievi di campagna con i loro graziosi campanili. Ricche di minerali, le colline che circondano la città di Lucca formano un anfiteatro naturale che protegge dai venti del Nord e garantisce un clima mite tutto l’anno, contribuendo a creare un vino dalla forte personalità, con alto contenuto di zuccheri e intensi bouquets ed un eccellente olio extra vergine d’oliva. Questa è la terra dove i vini D.O.C. delle Colline Lucchesi e di Montecarlo e l’Olio Extra Vergine d’Oliva D.O.P. di Lucca vengono prodotti.  La campagna lucchese è dunque un luogo ideale da esplorare, tra antichissime ville storiche, deliziose pievi romaniche, fattorie, frantoi e aziende vinicole.

Il primo degli itinerari suggeriti per conoscere il vitigno Vermentino della Provincia di Lucca costituisce solo un piccolo segmento della più ampia e ricca Strada del Vino e dell’Olio di Lucca, Montecarlo e Versila. Il percorso enologico inizia nell’area delle Colline Lucchesi fino a toccare il comune di Montecarlo, entrambe zone ben note per la loro ricca produzione di vini DOC sia rossi che bianchi.

1° Tappa

La prima tappa è a Monte S. Quirico, a pochi chilometri dalle Mura di Lucca in direzione mare dove si estende la proprietà della Fattoria Sardi & Giustiniani (Via della Mulina, 747 -  Monte S. Quirico 55100 Lucca, tel. +39 0583/341230, http://www.sardigiustiniani.com). Il clima fresco, ventilato, soleggiato ed i variegati suoli di origine sedimentaria di questa zona donano ai vini una vivacità e una complessità unica. L’itinerario prosegue sul versante di mezzogiorno, tra i paesi di Tofori e San Gennaro, dove si trova la Fattoria di Fubbiano (San Gennaro 55100 Lucca, tel. +39 0583/978011, http://www.fattoriadifubbiano.it). Qui l’impegno è duplice: da un lato l’integrazione delle colture preesistenti, diversificando i prodotti e promovendone la tipicità, dall’altro il recupero del tradizionale stile di vita rurale restaurando fedelmente le costruzioni originarie in modo che conservassero il loro singolare carattere architettonico. In queste cantine - tipico esempio di villa-fattoria lucchese – è possibile fare degustazioni guidate di pregiati vini lucchesi e dell’olio extra vergine d’oliva DOP di Lucca con assaggi di formaggi e salumi tipici del territorio.

Prodotti tipici locali

Vini DOC Colline Lucchesi – I vini delle Colline Lucchesi hanno una tradizione risalente all’epoca romana e al Medioevo. Le ottime condizioni climatiche delle colline lucchesi hanno da sempre garantito alla vite un ambiente iodoneo per il suo naturale sviluppo. Il vino rosso ha un colore rosso rubino, un profumo fruttato lievemente erbaceo ed un sapore asciutto morbido e ha una gradazione minima di 11° o 11,5° a seconda della tipologia. La composizione varietale è la seguente: Sangiovese, Canaiolo e/o Ciliegino, Merlot; possono concorrere alla produzione altri vitigni a bacca rossa , presenti in ambito aziendale, raccomandati e/o autorizzati  per la provincia di Lucca. Il vino bianco ha un colore bianco paglierino o giallo tenue, un odore delicato gradevole ed un sapore asciutto armonico con una gradazione minima di 10,5° o 11° a seconda della tipologia, la composizione varietale è la seguente; trebbiano toscano, Greco, Grechetto, Vermentino bianco, Malvasia del Chianti da soli o congiuntamente Chardonnay e/o Sauvignon; possono concorrere alla produzione altri vitigni a bacca bianca , presenti in ambito aziendale, raccomandati e/o autorizzati  per la provincia di Lucca. Il vino rosso è stato riconosciuto come DOC nel 1968 e il vino bianco nel 1985. Il Rosso si abbina bene a zuppe di verdure particolarmente saporite, paste all’uovo con sughi di carne, grigliate di carne e pollame. Il Bianco si abbina preferibilmente con carni bianche e pesce. La zona di produzione comprende la fascia di media collina che circonda ad anfiteatro Lucca e ne incornicia la piana, da nord a est, interessando principalmente i comuni di Lucca, Capannori e Porcari.

Olio extravergine di oliva DOP Lucca – Lo sviluppo agricolo lucchese sia in senso produttivo che commerciale è legato a quello dell’olivicoltura. La provincia di Lucca, già in età antica era ricca di oliveti e la coltura dell’olio è cresciuta di importanza fino ai tempi nostri. Di recente l’olio di Lucca ha avuto il riconoscimento Europeo della Denominazione di Origine Controllata (DOP). Secondo il disciplinare di produzione l’olio deve avere le seguenti caratteristiche: colore giallo, con toni di verde più o meno intensi, odore fruttato, sapore dolce con sensazione piccante, acidità non superiore a 0,5%. L’olio deve essere ottenuto dalle seguenti varietà fino al 90% di Frantoio, fino al 30% di Leccino e fino al 15% di altre. 

Fagioli - Venti tipi diversi di fagioli si coltivano ancora oggi in lucchesia. Una varietà di sapori che ingentiliscono o rafforzano i piatti tipici locali. Il profondo radicamento di questa coltivazione nel territorio lucchese è testimoniato dai numerosi piatti della cucina locale che li utilizzano, dalle zuppe e minestre ai secondi fino all'abbinamento come contorno a carne, pesce e ortaggi. Ingrediente base di molti primi piatti, il sempre maggior apprezzamento per questo legume ha fatto evolvere la proposta enogastronomia locale con proposte originali in cui i fagioli, cannellino di san Ginese, rosso di Lucca, malato, pavone, mascherino, scritto, aquila, lupinaio…sono protagonisti dall’antipasto al dolce.

Torta di erbi - Il dolce della tradizione delle campagne lucchesi, legato al nome di Santa Zita, si trova comunemente nei forni di campagna e di città e sulle tavole della domenica. E’ un dolce particolare in cui una base di pasta frolla accoglie un impasto fatto di erbi di campo, bietole, formaggio e pane. Ha la caratteristica di presentare sul bordo i “becchi”, elementi triangolari di colore ambrato ottenuti con il taglio e ripiegamento della pasta sul bordo stesso. È unico il suo sapore tra dolce e salato, in quanto gli ingredienti tipici dei dolci vengono mescolati con le verdure. Come tutte le tradizioni tramandate oralmente, si presenta in tantissime varietà e nasce grazie alla conoscenza ed all’uso esperto delle tante erbe che nascono spontanee in tutta la lucchesia. Ottima come dessert accompagnata con vino liquoroso.

Manifestazioni enogastronomiche - Sono numerose, specialmente in estate le occasioni di ritrovo per assaggiare specialità locali. I famosi tordelli, le olive in salamoia, le zuppe di verdura e di fagioli e in autunno le feste dell’olio e del vino. Aprono la stagione, l’Anteprima Grandi Cru della costa Toscana (www.anteprimavini.com) e Via Vinaria (www.viavinaria.it) in maggio con la visita alle cantine e al borgo e in settembre, attesissima la festa del vino di Montecarlo (www.comune.montecarlo.lu.it) con tante occasioni di incontrare i produttori e provare abbinamenti classici e non nelle iniziative enogastronomiche, degustazioni e cooking show che accompagnano le giornate. 

Attrattive turistiche - Le ville Lucchesi

Tour delle Ville Lucchesi - Le colline lucchesi sono note per i bei paesaggi, sempre mutevoli, dove gli edifici delle piccole chiese medievali si alternano ai grandi fabbricati delle ville fattoria, testimonianza del passato nobile di queste campagne disegnate dagli impianti di olivi e viti. Sono visitabili, lungo il percorso, la Villa Reale di Marlia, che fu residenza di Elisa Baciocchi, le villa Oliva e Grabau, la barocca villa Torrigiani con il bel parco dal disegno elegante e la villa Mansi. Il susseguirsi dei muri di cinta dei parchi di queste ville monumentali, attorniate dalle sistemazioni a terrazze delle campagne, alternate a piccoli boschi residui di querce, sono un paesaggio particolarmente ricercato, riposante e tipico della Toscana. (www.villeepalazzilucchesi.it) 

2° Tappa

La seconda tappa del percorso porta al Comune di Montecarlo, piccolo borgo medievale con la “Bandiera Arancione” del Touring Club Italiano dove è possibile visitare piccoli tesori storico-artistici e degustare vini e prodotti tipici locali. Tra le aziende produttrici di Vermentino, si ricorda la Fattoria La Torre (Via Montecarlo, 7 – 55015 Montecarlo, tel. +39 0583/ 22981 http://www.fattorialatorre.it). La sua storica cantina, la cui produzione vinicola è documentata negli archivi enologici sin dal 1887, è stata ricostruita nei vecchi locali, completamente rinnovata grazie all’introduzione delle più sofisticate attrezzature per la vinificazione. A sud-ovest di Montecarlo, nell’area di Cercatoia, è visitabile anche la Tenuta del Buonamico (Via Provinciale per Montecarlo, 43 – 55015 Montecarlo, tel. +39 0583/22038, http://www.buonamico.it). L’azienda è stata fondata agli inizi degli anni ‘60 da famosi ristoratori torinesi allo scopo di fornire i loro locali con i vini di Montecarlo. Oggi la Tenuta, di proprietà della famiglia Fontana, è stata ampliata, sia come terreni vitati che come cantina. Più avanti, in uno scenario tipicamente toscano, circondata da pini e cipressi, sorge la Fattoria del Teso (55015 Montecarlo, tel. +39 0583/286288, http://www.fattoriadelteso.it). L’edificio principale della Fattoria, originalissimo con i suoi tetti, controtetti e l’orologio con campana che scandisce i ritmi delle ore, ospita la cantina di conservazione nel piano interrato; gli uffici, il magazzino, i locali di refrigerazione e imbottigliamento, al piano terra; i cannicci per l’appassimento uve al primo piano e i caratelli per l’invecchiamento del vinsanto al secondo piano e nel sottotetto. Di fronte a questa struttura troviamo i locali di vinificazione costituiti da vasche in cemento vetrificato e serbatoi in acciaio inox.

Prodotti tipici locali

Vini DOC Montecarlo – Il vino di Montecarlo ha una tradizione che si collega all’epoca romana. Il paese di Montecarlo deve la sua fama al vino che da secoli viene prodotto in questa zona e la sua zona è corsa parallela a quella dei suoi vigneti e l’esistenza di una strada denominata “Via Vinaria” – un tempo importante arteria per il commercio del vino tra Lucca e Firenze – né da testimonianza. La produzione di vino bianco di Montecarlo vanta uno dei primi riconoscimenti fra le denominazioni d’origine controllata italiane, risalendo all’anno 1969. La composizione varietale è la seguente: Trebbiano toscano, Semillon, Pinot grigio, Pinot bianco, Sauvignon, Roussanne e Fermentino, con almeno tre vitigni, tra questi ultimi, presenti nella proporzione del 10%. Le caratteristiche organolettiche sono: colore bianco paglierino o giallo oro chiaro, odore delicato, sapore asciutto delicato armonico, gradazione alcolica minima complessiva 11,5%. Il riconoscimento del vino DOC Montecarlo rosso è avvenuto in tempi successivi e precisamente nell’anno 1985. La composizione varietale è la seguente: Sangiovese, Canaiolo, Ciliegiolo, Colorino, Malvasia nero, Sirah, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot, da soli o congiuntamente; possono concorrere altre uve bianche fino al 20%. Le caratteristiche organolettiche del Montecarlo rosso sono: colore rosso rubino tendente al granato con l’invecchiamento; odore vinoso intenso etereo nei vini invecchiati, sapore asciutto vellutato con l’invecchiamento, gradazione alcolica complessiva 11,5°. Il vino bianco si abbina ad antipasti di mare, minestre e piatti di pesce, formaggi teneri non piccanti, carni bianche. Il rosso accompagna le carni rosse e le zuppe di verdure particolarmente saporite. La zona di produzione comprende tutto il territorio collinare del Comune di Montecarlo e parte di quello dei Comuni di Capannori, Altopascio e Porcari.

Pane di Altopascio - Altopascio è per tradizione un paese di fornai. Già nel Medioevo infatti si produceva il pane per nutrire i pellegrini di passaggio sulla via Francigena e diretti nei luoghi santi della cristianità. Il pane di Altopascio si è guadagnato la sua notorietà grazie alla qualità delle materie prime utilizzate, alla manualità del processo produttivo, al sapore particolare e alla sua fragranza. Le farine utilizzate nella produzione artigianale sono di origine prevalentemente toscana. La particolarità che lo distingue è la mancanza di sale. I pani prodotti hanno forma quadrangolare (bozza) o allungata (filone), una consistenza morbida all’interno e una crosta croccante di colore chiaro e dorato. Le pezzature vanno da 500 grammi a 2 kg. Ottimo pane da mensa, si accompagna bene soprattutto con i salumi, è un ottimo ingrediente per la preparazione di bruschette, zuppe e panzanelle. Il prodotto è tutelato dal Marchio Collettivo del Pane di Altopascio (www.retedelgusto.it).

Attrattive turistiche

Montecarlo - Montecarlo deve il suo nome al re Carlo IV di Boemia, dopo la cacciata dei fiorentini. Oggi il borgo insignito con “La Bandiera Arancione” è uno dei più belli della lucchesia, famoso non solo per la sua storia e per il castello ben conservatosi, ma anche per la pregevole produzione di vini che da sempre caratterizza l’area.Il castello del Cerruglio, sprone tra la piana di Lucca e la Valdinievole è la testa di un piccolo borgo accogliente dal quale si gode uno splendido panorama sulla pianura di Lucca e su tutto l’arco collinare che la circonda.

Quercia del Carrara - Ai piedi del borgo di Montecarlo si stendono vigneti ordinati e olivi, ma sulla collina insiste il bosco originari di querce, sughere e alloro. Proprio qui si trova uno degli alberi monumentali della Toscana: una grande quercia (farnia/rovere) centenaria la cui ampia e bassa chioma ha sollecitato la fantasia di molti che l’hanno additata come ritrovo per le streghe e non ultimo di quel Lorenzini che, nelle avventure di Pinocchio, vi ambientò l’episodio degli assassini. Una passeggiata nel bosco, poco distante dalla fortezza di Montecarlo, vale la pena per far visita a questo grande albero e vivere l’emozione che sempre suscita.

A fondo pagina una Gallery ritrae i prodotti tipici e alcune delle attrazioni turistiche sopra citate.

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2) D.O.C. 5 Terre

Cinque borghi fra terra e mare

Il secondo degli itinerari che suggeriamo per scoprire il Vermentino della riviera spezzina di Levante attraversa il territorio delle Cinque Terre, da  Riomaggiore a Monterosso al Mare. Si tratta della prima D.O.C. nata in Provincia della Spezia, la Denominazione d’Origine Controllata “5 Terre”, in una zona dove la vite era coltivata già seicento anni prima di Cristo e il vino, noto come “Corneliae”, molto apprezzato durante i fasti dell’Impero Romano. Prodotto nell’area del Parco Nazionale delle Cinque Terre, patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO dal 1997, il “5 Terre” si presenta di colore giallo paglierino intenso, sottili riflessi dorati, brillante, di buona scorrevolezza e un profumo persistente, con note aromatiche di salvia e macchia mediterranea, che ben si abbina sia a piatti a base di pesce sia a verdure grigliate e carni bianche cucinate in casseruola.

Prima di mettersi in viaggio. La macchina non è il miglior mezzo di trasporto per raggiungere le Cinque Terre a causa di alte colline sul mare, strade strette, molte curve e difficoltà a trovare parcheggio. E’ consigliabile, quindi, raggiungerle in treno – linea ferroviaria Genova-Roma, arrivando sia da Nord che da Sud la stazione di riferimento è La Spezia –; consente di spostarsi comodamente e con frequenza oraria da un borgo all’altro. Una volta giunti a destinazione, il miglior modo per scoprire il variegato habitat naturale della zona è quello di percorrere a piedi i sentieri e le scalinate centenarie, lasciandosi stupire da scorci e panorami sospesi tra cielo e mare.

1° Tappa: Riomaggiore e Manarola

Riomaggiore, il primo comune che incontriamo arrivando dalla Spezia, ci accoglie con una fila di case alte e colorate a picco sul mare ed invita a scoprire le bellezze del luogo perdendosi nella rete di sentieri che lo caratterizzano. Escursioni indimenticabili, sia sulla costa che verso il crinale, tra i vigneti e i profumi della macchia mediterranea, accompagnano il nostro eno-turista nelle aziende agricole Capellini Luciano (Via Montello, 240/A, 19010 – Riomaggiore), Possa (Via Sant’Antonio, 72, 19010 – Riomaggiore), Campogrande (Via di Loca, 189, 19017 – Riomaggiore), Cantine Litàn (Via G. Matteotti, 32, 19010 – Riomaggiore), Cantina 5 Terre (Loc. Groppo, 19010 – Riomaggiore), Terra di Bargòn (Via Gramsci, 11, 19010 – Riomaggiore) e Fino Riccardo a degustare un buon bicchiere di vino prima di proseguire in direzione di Manarola passando attraverso la famosa “Via dell’Amore” (per aperture o chiusure della Via info su Comune di Riomaggiore e Il Secolo XIX).

Curiosità. Famoso soprattutto per la Via dell’Amore, una passeggiata romantica a strapiombo sul mare e scavata nella roccia che lo collega al borgo di Manarola, Riomaggiore è anche sede del Parco Nazionale delle Cinque Terre.  Patrimonio mondiale dell’Umanità, il parco fu istituito sul finire degli anni Novanta per proteggere un paesaggio unico al mondo composto da scogliere a picco sul mare, spiagge e calette spesso create dalle frane, fragili terrazzamenti e piccoli borghi collegati da storici sentieri. Il Parco, inoltre, ha voluto dedicare un museo al prodotto più tipico e prezioso della zona, il rinomato passito D.O.C.  Cinque Terre Sciacchetrà, per illustrarne le fasi di lavorazione.

Da Riomaggiore, ci spostiamo a Manarola, un piccolo gioiello urbanistico di case-torri in tipico stile genovese tra le quali spicca la trecentesca Chiesa di San Lorenzo impreziosita da un rosone di dodici colonne e dalle antiche funzioni difensive. Passeggiando fra le stradine del borgo è impossibile non lasciarsi conquistare dai piatti “poveri” della cucina tradizionale e abbinare a essi gli ottimi vini D.O.C. Vermentino delle Az. Agr. La Torre (Via della Castellana, 3, 19017 – Manarola), Cantina dei Tobioli (Via A. Discovolo, 32, 19017 – Manarola), Forlini e Cappellini, Burasca (Via Discovolo, 267, 19017 – Manarola) e Cantina Crovara (Via dei Molini, 26, 19017 – Manarola) prima di giungere a Vernazza.

2° Tappa: Vernazza, Corniglia e Monterosso al Mare

Il più compatto e pittoresco borgo delle Cinque Terre, Vernazza, si sviluppa tra la chiesa romanica di Santa Margherita di Antiochia, a ovest, e la torre del Castello Doria, a est. Fra scorci mozzafiato e terrazzamenti coltivati a vite, escursioni e sentieri che collegano le cinque località, incontriamo le Az. Agr. Cheo vini (Via Brigate Partigiane, 1, 19018 – Vernazza)  e La Polenza (Via Fieschi, 107, 19018 – Corniglia), locata nella vicina frazione di Corniglia l’unico paese delle Cinque Terre a non essere a contatto con il mare.
Corniglia, infatti, sorge sopra un promontorio roccioso e ha case basse e larghe che richiamano più l’entroterra che non le tipiche abitazioni costiere. Da vedere la trecentesca Chiesa di San Pietro, in stile gotico-genovese, e il settecentesco Oratorio dei Disciplinati. Comune costiero all’estremità occidentale delle Cinque Terre, Monterosso al Mare è il capoluogo delle Cinque Terre e una delle stazioni balneari più famose al mondo, ricordata anche per aver ospitato il poeta ermetico Eugenio Montale nelle Estati della giovinezza. Più di mille anni di storia, case colorate unite da archi a volta e colori della macchia mediterranea li ritroviamo qui a Monterosso, dove  possiamo accompagnare la vista dei fondali marini con l’assaggio delle prelibate acciughe e un bicchiere di Vermentino della Cantina Sassarini (Loc. Pian del Corso, 1, 19016 – Monterosso al Mare) e le Az. Agr. Buranco (Via Buranco, 72, 19016 – Monterosso al Mare) e Begasti (Via Servano, 14, 19016 – Monterosso al Mare).

Le acciughe di Monterosso. La pesca, una delle attività principali del comune di Monterosso al Mare da oltre trent’anni, ha reso celebri le acciughe sotto sale, soprannominate “Pan do Ma” (pane di mare), lavorate in un piccolo laboratorio del prezioso borgo delle Cinque Terre. La leggenda narra che… la pesca delle acciughe di Monterosso sia più fruttuosa in occasione della festività di S. Pietro e Paolo, il 29 Giugno, quando la luna piena e i pescatori, con il tradizionale metodo della lampara, le attirano in superficie. I ristoranti del luogo, sono soliti servirle sia fresche sia salate, sotto forma di salsa, il “garum o garon” degli antichi Romani, sulla pizza o il pane tostato e imburrato. Il tutto accompagnato da un buon calice di vino bianco D.O.C. Cinque Terre.

Maggiori info su cosa vedere, cosa e dove mangiare, dove dormire presso le Cinque Terre e dintorni nei seguenti link:

Parco Nazionale Cinque Terre
Turismo La Spezia
Consorzio Turistico Cinque Terre 
Cinque Terre.com 
Le Cinque Terre.org
Cantine Cinque Terre

A fondo pagina una piccola Gallery con una selezione delle eccellenze del territorio delle Cinque Terre.

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1) D.O.C. Colli di Luni

Calici di storia fra Liguria e Toscana

La Provincia della Spezia, con i suoi vigneti a picco sul mare e i borghi delle Cinque Terre, le Colline di Levanto e i Colli di Luni, si estende su un territorio caratterizzato da scenari di incomparabile bellezza. I suoi filari di viti che scendono verso la parte alta del Mar Mediterraneo o seguono la sinuosità delle dolci colline danno vita a pregiati vini D.O.C. e I.G.T. odorosi e sapidi, dorati o vermigli. E proprio il Vermentino, un vino bianco dal colore paglierino, con sentori di fiori di campo, frutta esotica e sensazioni saline che richiamano la vicinanza del mare, è il filo conduttore degli itinerari che vi proponiamo. Tre percorsi culturali dalle mille sfaccettature che si propongono di unire le eccellenze eno-gastronomiche locali con le eccellenze turistiche e ricettive del territorio.

Il primo degli itinerari suggeriti per conoscere il vitigno Vermentino della Provincia della Spezia è diviso in due tappe. Inizia nell’antica Luni, frazione del comune di Ortonovo, e  arriva a toccare il suggestivo percorso della Via Francigena passando per i comuni di Castelnuovo Magra e Fosdinovo, prima, Sarzana, S. Stefano di Magra, Bolano e Arcola, poi. Questi sette comuni, che appartengono alle province di La Spezia e Massa-Carrara, compongono il territorio dei Colli di Luni, noto per aver dato origine alla Denominazione d’Origine Controllata “Colli di Luni Vermentino”. Un vino dal colore giallo, più o meno intenso, limpido e con riflessi dorati, che ben si abbina alla cucina tipica locale.

1° Tappa: Ortonovo-Luni, Castelnuovo Magra e Fosdinovo

Cominciamo il nostro percorso eno-turistico nell’ex colonia romana di Luni dove, dopo aver ammirato i resti dell’antico anfiteatro romano di Luni, situato al confine fra Liguria e Toscana, è percorrendo la Statale Aurelia in direzione di Sarzana che possiamo degustare un buon calice di Vermentino nelle rinomate aziende vitivinicole del comune di Ortonovo: La Baia del Sole (Via Forlino, 3, 19034 - Ortonovo), La Carreccia (Via Brigate Partigiane, 17, 19034 – Ortonovo), La Pietra del Focolare ( Via Isola Alta, 72, 19034 – Ortonovo), La Felce (Via Bozzi, 36, 19034 – Ortonovo), La Sarticola (Via Sarticola, 19, 19034 – Ortonovo), le Cantine Lunae di Bosoni (Via Bozzi, 63, 19034 – Ortonovo) e le Cantine Bondonor (Isola Alta, 19034 – Ortonovo), fino ad arrivare alla società agricola Terra della Luna (Via Isola Alta, 55, 19034 – Ortonovo).
Prima di arrivare alla cittadella di Sarzana, passiamo davanti a Castelnuovo Magra, “Bandiera Arancione” del Touring Club Italiano e sede dell’Enoteca Regionale della Liguria, un piccolo borgo medievale attraversato dalla Via Francigena dove non mancano né eccellenze storico-artistiche da vedere né eno-gastronomiche da gustare (come la rinomata prosciutta castelnovese). Segnaliamo le aziende agricole Edoardo Primo (Via Aurelia, 190, 19033 – Castelnuovo Magra), Giacomelli (Via Palvotrisia, 134, 19033 – Castelnuovo Magra), Paolo Nardi (Via Palvotrisia, 49, 19033 – Castelnuovo Magra), Ottaviano Lambruschi (Via Olmarello, 28, 19033 – Castelnuovo Magra), La Colombiera (Via Montecchio, 92, 19033 – Castelnuovo Magra) e Il Linero (Via Provinciale, 189 19033 – Castelnuovo Magra), oltreché gli agriturismi Il Torchio - La Valle (Via delle Colline, 24, 19033 – Castelnuovo Magra) e Marcoli & Peri (Via Montefracio, 71, 19033 – Castelnuovo Magra) dove è possibile bere bene, mangiare bene e dormire bene.

Prosciutta castelnovese. Tipica di Castelnuovo Magra, la prosciutta castelnovese è un salume dal profumo delicato e il sapore inconfondibile che richiede una lavorazione di almeno sette mesi prima di poter essere gustata. Il turista curioso che, dopo averla assaggiata per la prima volta nel ripercorrere la storia del Vermentino della Val di Magra, vuole portarla con sé e farla provare ad amici e parenti, può acquistarla presso l’Antica Salumeria Elena e Mirco – Via Canale, 52, 19033 – Molicciara, Castelnuovo Magra).

Da Castelnuovo una piccola deviazione e siamo a Fosdinovo, porta della regione storica della Lunigiana sita in Provincia di Massa-Carrara. Da vedere, il trecentesco Castello Malaspina e l’Oratorio dei Bianchi con facciata realizzata in pregiato marmo di Carrara. Da mangiare, gustosi prodotti del territorio presso il ristorante-agriturismo a Km zero de La Burlanda (olio, vino, miele, marmellate e insaccati fatti in casa). Da bere, un bicchiere di vino nelle Az. Agr. Antico Podere Ca’ Brasino (Via Paghezzana, 16, 54035 – Fosdinovo), Chiara Barbero (Via Fravizzola, 54035 – Fosdinovo), Il Canniccio (Via Pilastri, 22, 54035 – Fosdinovo), La Burlanda (Via Fabiano, 6, 54035 – Fosdinovo), Boriassi (Via dei Pini, 19, 54035 – Fosdinovo), Podere Lavandaro (Via Castiglione, 1, 54035 – Fosdinovo) e Terenzuola di Ivan Giuliani & C. (Via Vercalda, 14, 54035 – Fosdinovo).

2° Tappa: Sarzana, S. Stefano, Bolano e Arcola

Inizia la seconda tappa del nostro viaggio. Dalla Lunigiana scendiamo finalmente a Sarzana, capoluogo della Val di Magra pieno di storia, arte e cultura su cui troneggia la quattrocentesca Cittadella o Fortezza Firmafede. Passeggiando per le caratteristiche stradine acciottolate, possiamo apprezzare i prodotti, dolci e salati, della tradizione sarzanese e accompagnarli con un bicchiere di Vermentino delle Az. Agr. Lotti – Tenuta La Ghiaia (Via San Gottardo, 65, 19038 – Sarzana), La Bettigna (P.zza San Giorgio, 41, 19038 – Sarzana), Conte Picedi Benettini (Via Mazzini, 57, 19038 – Sarzana) – produce nelle tenute Villa Il Chioso sulle Colline di Baccano ad Arcola, Barcola sulle alture di Lerici e Fattoria di Ceserano sulla collina Lunigianese -, Il Monticello di Neri Davide (Loc. Groppolo, 7, 19038 – Sarzana) e Santa Caterina (Via S. Caterina, 6, 19038 – Sarzana).

I dolci di Sarzana. Il turista curioso e goloso non ha che l’imbarazzo della scelta: dal più noto e caratteristico, la  spungata (o spongata) – una pasta frolla ripiena di marmellata di mele, pinoli, uvetta, canditi, mandorle, miele e noci ricoperta da una sfoglia bucherellata – che è possibile assaggiare nello storico Caffé Pasticceria Gemmi, che ancora utilizza i vecchissimi stampi di legno ordinari (Via Mazzini, 21/23, 19038 – Sarzana), alla focaccia dolce – dalla forma rotonda, ricca di nocciole e noci, in origine preparata in occasione delle festività natalizie – passando per il buccellato – il dolce delle gite e delle merende dei bambini importato a Sarzana da un pasticcere lucchese, Frediani, negli anni ’20 del Novecento.

Da Sarzana raggiungiamo il comune di S. Stefano di Magra, piccolo borgo circondato da possenti mura tardo rinascimentali, crocevia di antichi percorsi di mercanti e pellegrini, dominato dall’imponenza della Chiesa Barocca dedicata a Santo Stefano e facciamo sosta presso La Cantina del Nonno Pescetto (Via Cisa Sud, 488/A, 19035 – S. Stefano Magra) o l’Az. Agr. Zangani (Via Antonio Gramsci, 46, 19037 – S. Stefano Magra), prima di concludere questo percorso eno-gastronomico nelle località di Bolano e Arcola. La prima, borgo medievale al confine fra la Val di Magra e la Val di Vara, offre ambienti naturali molto vari: si passa dalle coltivazioni di ulivi e viti al Parco Regionale di Montemarcello-Magra. Incontriamo le Az. Agr. I Castelli (Piazza Matteotti, 1, 19020 – Bolano), F.lli Giannarelli (Via Garibaldi, 102, 19020 – Bolano) e Rossana Ruffini (Via Tirolo, 58, 19020 – Bolano). La seconda, borgo compatto e arroccato su un colle, dominato dal Castello degli Obertenghi, si trova sulla Via Aurelia che collega Sarzana a La Spezia. Si tratta di un antico castrum romano, attraversato da stretti vicoli, dove si può passeggiare fra vigneti e uliveti, degustare ottimi vini locali – nelle Az. Agr. ‘R Mesueto (Via Masignano, 6, 19021 – Arcola), Andrea Spagnoli (Via Masignano, 16, 19021 – Arcola), Tartarini Daniela (Via Masignano, 22/B, 19021 – Arcola), Gianluca Bianchi (Viottolo del Canalone, 13, 19025 – Portovenere) – e apprezzare piatti della tradizione contadina.

Merita il viaggio. Il Parco Naturale Regionale di Montemarcello-Magra comprende l’insieme delle colline che dividono il Golfo della Spezia dalla pianura della Val di Magra, un territorio di ben 18 comuni che lasciano il visitatore a bocca aperta di fronte ad un alternarsi di paesaggi marini e collinari, fluviali e montuosi, piccole città d’arte come Sarzana e meravigliosi sentieri naturali. Caratteristica naturale di spicco dell’area costiera, la flora mediterranea percorsa da antiche mulattiere in pietra che collegano i borghi medievali del territorio e la cui conoscenza può essere facilmente approfondita facendo visita all’Orto Botanico di Montemarcello sito sulla cima del Monte Murlo. (http://www.parcomagra.it/)

La tradizione eno-gastronomica della Val di Magra risente molto dello “sconfinamento” nella vicina Lunigiana, un territorio al confine fra Liguria e Toscana in cui abbondano filari di castagni, viti ed ulivi. Pomodori, zucchine, ortaggi vari e  basilico di qualità insuperabile sono utilizzati nella preparazione di gustose torte salate, saporiti primi piatti e prelibati condimenti. Non possiamo non citare i testaroli, i panigazi (panigacci), gli sgabei e i tordei (ravioli); piatti poveri, realizzati con pochi e semplici ingredienti, della tradizione contadina, ottimi anche conditi con un filo del pregiato olio extra vergine d’oliva locale. Consigliamo di visitare i Colli di Luni durante le numerose manifestazioni eno-gastronomiche che si susseguono nei mesi della bella stagione e fra queste non possiamo non citare un vicino parente di Ver.TourMer., la rassegna Castelnovese “Benvenuto Vermentino”.

Maggiori info. su cosa fare, cosa vedere, cosa mangiare e dove dormire su:
Turismo La Spezia
Turismo Cinque Terre
Benvenuto Vermentino

A fondo pagina una piccola Gallery con una selezione di prodotti tipici e paesaggi dei Colli di Luni.

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Il Vermentino della Costa degli Etruschi

Un vino pieno di storia

Un territorio fatto di colline, mare e antichi borghi. Siamo a Castagneto Carducci, in Provincia di Livorno, nel cuore della Costa degli Etruschi, in quella che un tempo fu la culla della civiltà omonima.
Il percorso eno-turistico che, insieme a La Strada del Vino e dell'Olio Costa degli Etruschi, proponiamo, invita visitatori e turisti, curiosi ed autoctoni a scoprire le aziende agricole che producono vino Vermentino attraverso le eccellenze turistiche, ricettive e gastronomiche locali. Visitando le cantine segnalate da La Strada del Vino e dell’Olio, nei tre itinerari sotto indicati e pensati per ogni esigenza ed interesse, avrete l'occasione di incontrare, conoscere e degustare non soltanto vini rossi dal carattere e una personalità unica, ma anche bianchi freschi e passiti intensi e profumati, creati per essere abbinati ai piatti della tradizione: dall’olio extravergine di oliva al miele, dal pane fatto in casa e cotto nel forno a legna ai formaggi, dai salumi alle conserve.
A questo punto, non ci resta che auguravi buona lettura e buona degustazione!

Itinerario Carducciano

L’itinerario parte dal Viale dei Cipressi, inizialmente uno stradone sterrato affiancato da due filari di pioppi che vengono poi sostituiti dai cipressi. Attualmente sono presenti più di duemila cipressi, la strada è lunga quasi 5Km e collega l'Oratorio di San Guido, che sorge lungo la via Aurelia, allo scenografico centro storico di Bolgheri. Il luogo è stato reso celebre da Giosuè Carducci, che per molti anni visse in questa zona, nel famoso componimento poetico "Davanti San Guido": I cipressi che a Bolgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar. L’occasione che permette al Carducci di rivedere i cipressi del viale che collega l’antica via Emilia al paese di Bolgheri è un viaggio in treno da Roma a Livorno nel 1873. La vista dei cipressi porta il poeta a ripercorrere con la memoria il periodo felice della sua fanciullezza. Proprio per commemorare Carducci, nel 1908 Giuseppe Della Gherardesca fa innalzare un piccolo obelisco all'inizio del viale, nei pressi dell'Oratorio di San Guido.
Percorrendo tutto il Viale dei Cipressi si arriva a Bolgheri, suggestivo borgo dall’esemplare armonia architettonica dove il poeta trascorre la sua felice infanzia dal 1838, quando il padre Michele ottiene la licenza di medico nella Contea di Donoratico fino al 1848. Carducci nelle sue poesie descrive spesso i personaggi e la vita del piccolo borgo a lui tanto caro. Luogo di grande suggestione circondato da botteghe artigiane, ristorantini ed enoteche merita di essere visitato.
Attraversando la Via Bolgherese immersa tra filari di viti, olivete e cantine, possiamo sostare per degustare un calice di vino, spostandosi su una strada parallela sulla destra, presso La Cerretella (Azienda Agricola La Cerretella di Bianchi Michela‎, Loc. La Cerretella, 219 - 57022 Castagneto Carducci LI, 338 972 9890, cerretella.it)‎, Le Novelire (Azienda Agricola Le Novelire di Pacchini Claudia‎, loc. campo alla capanna 216 - 57022 Castagneto Carducci LI, 0565 763740, lenovelire.it‎) e Fornacelle (Azienda Agricola Fornacelle‎, Loc. Fornacelle, 232/a - 57022 Castagneto Carducci LI, 0565 775575, fornacelle.it‎).
Proseguendo si giunge a Castagneto Carducci, che fino al 1907 si chiama Castagneto Marittimo, nome che muta nell’attuale in onore del poeta dopo la sua morte. Nel paese Giosuè Carducci è ospite dal 1848 nel palazzo della famiglia Espinassi Moratti dove oggi ha sede la Casa Carducci aperta al pubblico e dove il poeta tornò per brevi soggiorni anche quando ormai è celebre ed affermato. Nel palazzo Comunale ha sede il Museo che conserva i cimeli carducciani e che è sede anche del Parco Letterario intitolato al poeta. Caratterizzano il Parco alcuni itinerari legati alla vita e alle opere del Carducci, così come ai paesaggi che egli cantò. Dopo essersi goduti il paese di Castagneto Carducci tornando sulla Via Bolgherese, verso Bolgheri, a fine giornata è possibile godersi un ottimo aperitivo presso il Podere Giovanni e Grattamacco (Azienda Agricola Grattamacco‎ Loc. Grattamacco 129 - 57022 Castagneto Carducci LI) dalla cui collina di può godere di un invidiabile tramonto.

Itinerario eno-gastronomico

L’itinerario parte dal Viale dei Cipressi, reso celebre dalla poesia di Giosuè Carducci “Davanti San Guido”. Ci imbattiamo subito nell’incantevole borgo di San Guido, dove ha sede La Strada del Vino e dell’Olio Costa degli Etruschi (Consorzio Strada Del Vino Costa Degli Etruschi‎ 50, San Guido-Bolgheri, Castagneto Carducci, LI- 57022, 0565 749768 lastradadelvino.com‎), un consorzio composto da produttori di vino, di olio, di prodotti tipici, da strutture ricettive e da Enti Pubblici con lo scopo di promuovere le tipicità locali, il territorio e l'accoglienza turistica. Il Viale, orlato da due file di cipressi secolari e lungo quasi sei chilometri, conduce al borgo di Bolgheri cui si accede attraverso l’arco che si erge all’entrata dell’antico Castello di Bolgheri‎ (Via Lauretta, 7 - 57022 Bolgheri LI, 0565 762110).
Bolgheri è un piccolo gioiello incastonato tra il verde della campagna circostante e l’azzurro del mare. Le case in pietra fanno da cornice ai caratteristici locali che propongono piatti della cucina tipica in abbinamento agli eccellenti vini del territorio. Dopo due passi nel borgo si può riprendere il viaggio percorrendo la Strada del Vino che si snoda lungo la Via Bolgherese e le sue stradine parallele. Ci troviamo nel cuore vitivinicolo di questa terra dalla quale provengono le uve che danno vita ai vini che hanno reso famosa questa parte di Toscana nel mondo.
Nelle numerose cantine della zona sarà possibile degustare un calice di vino immergendosi completamente nei profumi e nei sapori di questo luogo. Proseguendo sulla Via Bolgherese troverete una di seguito all’altra Giovanni Chiappini (Felciaino-Bolgheri 189/B Bolgheri, Castagneto Carducci LI, 0565 765201 giovannichiappini.it‎), Poggio al Tesoro (Società Agricola Tenuta Poggio Al Tesoro S.R.L.‎ Via Bolgherese Livorno 0565 765245 poggioaltesoro.it‎), Eucaliptus (Agriturismo Eucaliptus‎ Via Bolgherese 275/a 57022 Bolgheri Loc. Magazzino LI 0565 763511 agriturismoeucaliptus.com)‎ e Tenuta Di Vaira (Tenuta Di Vaira‎ Via Bolgherese Livorno 0565 763581 tenutadivaira.com‎). Sarete abbracciati dalle colline, sulle quali spicca Castiglioncello di Bolgheri, dove è stato prodotto per la prima volta il celebre Sassicaia, e la vista si perderà nella regolarità dei filari di vigne che attraversano la pianura fino al mare. Alla fine della Bolgherese si inizia a salire verso Castagneto Carducci, borgo medievale che domina la vallata e dal quale si può ammirare un incantevole panorama della campagna circostante fino al mare. Le stradine lastricate portano al punto più alto dove troneggia il castello. Nel paese non mancano ristoranti, osterie ed enoteche dove è possibile assaporare i piatti della tradizione culinaria della zona, legata soprattutto ai prodotti della terra e della caccia. Scendendo dal paese e proseguendo in direzione di Sassetta prendiamo la strada verso la Torre di Segalari e procediamo seguendo le indicazioni prima per Mulini di Segalari e poi per Poggio ai Tramonti.
Per chi ama i prodotti del mare può scendere a Marina di Castagneto dove si potrà assaporare pesce fresco in abbinamento con all’ottimo vermentino prodotto nella zona, sul mare godendoci allo stesso tempo uno dei tramonti più belli della costa livornese.

Itinerario naturalistico – storico

Il territorio presenta paesaggi di grande suggestione modellati dalla presenza dell’uomo fin dall’antichità, dove la natura non è solo una cornice, ma l'essenza stessa di questa terra dove sono presenti pinete, boschi ed una campagna ricca di colori. Il punto di partenza è il Rifugio Faunistico di Bolgheri (Oasi di Bolgheri‎, Strada provinciale vecchia Aurelia, 57022 Castagneto Carducci LI), prima Oasi WWF istituita in Italia, zona umida di importanza internazionale, popolata, da novembre a maggio, da migliaia di uccelli acquatici. E’ possibile apprezzare la bellezza del rifugio sostando nei capanni e percorrendo i camminamenti costruiti sulle acque.
Dopo la visita tra la vegetazione dell’Oasi, dalla Vecchia Aurelia, proseguiamo in direzione Donoratico. Dopo pochi chilometri girando in Via della Ferruggini troviamo le aziende vitivinicole Campo al Noce (Azienda Agricola Campo al Noce‎, Campo al Noce 151, 57022 Bolgheri LI, 380 251 9233, campoalnoce.it‎,), Casa di Terra (Fattoria Casa di Terra‎, Le Ferruggini 162/A, Bolgheri - 57020 Castagneto Carducci LI, 0565 749810. fattoriacasaditerra.com‎) e Terre del Marchesato (Fattoria Terre del Marchesato‎, Sant’Uberto 164, Bolgheri, Castagneto Carducci LI, 0565 749752 terredelmarchesato.com‎). Continuiamo il percorso sulla Vecchia Aurelia ed incontriamo le prestigiose Donna Olimpia 1898 (Migliarini 142, 57022 Bolgheri) e Guado al Tasso (Tenuta Guado al Tasso - Antinori‎, Belvedere, Bolgheri 57020 Castagneto Carducci, 0565 749735, antinori.it‎.).
Proseguiamo per dirigersi a Marina di Castagneto, una delle località più conosciute e frequentate della Costa degli Etruschi, dotata di strutture ricettive e di divertimenti, ma soprattutto di una spiaggia, ampia e sabbiosa, e di una folta pineta dove sarà possibile stare all’aperto camminando, o andando in bicicletta ed a cavallo. In seguito ad un bagno ristoratore nelle acque marine fregiate da anni della Bandiera Blu, possiamo procedere verso il borgo di Castagneto Carduccci. Procediamo dalla SP 329, prima di giungere al paese facciamo tappa da Ceralti (Azienda agricola Ceralti‎, Strada Comunale dei Ceralti 77, 57022, Donoratico LI, 339 610 3865, ceralti.com)‎ e Cipriana (Agriturismo La Cipriana‎,  Castagneto Carducci LI, 0565 775568, lacipriana.com‎), i quali vi accoglieranno per farvi assaggiare un calice del loro nettare. Salendo sono visibili i ruderi della Torre di Donoratico circondata dai resti delle due cinte murarie che l'avvolgevano, dalle fondamenta dell'antica chiesa castrense e altri edifici venuti recentemente alla luce è ciò che resta dell'antico castello costruito dai Conti di Donoratico, i Della Gherardesca. La leggenda, avvalorata da Dante Alighieri nella Divina Commedia, narra che abitò qui anche il noto Conte Ugolino che a Pisa fu fatto morire di fame con i figli e i nipoti.
Arrivando a Castagneto Carducci dalla sommità di una collina che domina la campagna è possibile ammirare uno splendido paesaggio. Castagneto è uno splendido borgo medievale che si sviluppa intorno al Castello della Gherardesca, edificato intorno all'anno 1000, così come il centro urbano secondo uno schema di anelli concentrici che danno vita ad un sistema di strade, vicoli e piazzette molto caratteristici. Di particolare interesse: il Castello della Gherardesca, la Propositura di San Lorenzo, la Chiesa del S.S. Crocifisso, la Chiesa della Madonna del Carmine, il Centro Carducciano Museo Archivio e il panoramico Piazzale Belvedere. Scendendo dal paese possiamo bere un calice di ottimo Vermentino nelle aziende Micheletti Wine (Enio Micheletti - Enrica Benucci, Loc. Marcaccio, 58, 57022 - Castagneto Carducci) e Fabio Motta (Vigna al Cavaliere, 61, 57022 - Castagneto Carducci).

Link utili

Comune di Castagneto Carducci

La Strada del Vino e dell'Olio Costa degli Etruschi 

Costa degli Etruschi 

Castagneto Carducci 

In allegato, l'elenco completo delle eccellenze gastronomiche e ricettive che potete trovare a Castagneto Carducci e dintorni.

A fondo pagina, una piccola gallery che illustra le eccellenze di Castagneto Carducci e dintorni.

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Vertourmer 2.0

La seconda edizione del progetto di cooperazione territoriale transfrontaliera Ver.Tour.Mer, finanziato dal P.O Italia-Francia Marittimo 2007-2013 della Comunità Europea, si caratterizza per la forte componente di innovazione tecnologica, volta ad allargare l'orizzonte del marketing territoriale attraverso l'utilizzo di tecnologie informatiche innovative che valorizzino la produzione delle eccellenze dei territori, non solo vitivinicole ma anche eno-gastronomiche.

        

        

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